Coronavirus, a Lodi medici preoccupati: ansia e poche mascherine

Sono in tanti a prendere contatto con il medico di base per avere rassicurazioni

Coronavirus
Foto: Pixabay

Ora che il Coronavirus è sbarcato in Lombardia, dove in poche ore sono già sei i casi accertati, è impossibile non avere paura. E il timore di scambiare i possibili sintomi per quelli di un’influenza un po’ più forte del normale è difficile da nascondere.

A Lodi e dintorni, zona che potrebbe essere stata frequentata dal primo contagiato, residente a Codogno, l’allerta è massima e anche i dottori faticano a gestire le preoccupazioni dei pazienti. A segnalare la situazione è Massimo Vajani, presidente dell’ Ordine dei medici, chirurghi e odontoiatri della provincia: “Da questa mattina siamo bombardati dalla chiamate dei colleghi medici di famiglia che sono allarmati per i casi positivi di coronavirus e vogliono sapere che cosa devono fare. L’Ordine di Lodi è composto da 180-190 colleghi”.

Un altro problema da risolvere

Riuscire a tranquillizzare tutti, soprattutto le categorie per tradizione ritenute più a rischio non è semplice, ma è innanzitutto fondamentale che i medici sappiano come comportarsi per gestire al meglio in questa fase la situazione.

A rendere ancora più difficile il tutto c’è la carenza di mascherine, uno strumento magari sottovalutato ma che può rivelarsi determinante. ” Ora ad esempio devo andare a visitare una ragazza con febbre e non ho la mascherina, nessuno ci ha dotato di questi strumenti. Ancora non so nulla di preciso – aggiunge il medico -. Quando ci fu il pericolo Sars furono distribuite anche a noi le mascherine. Aspettiamo che qualcuno dalla prefettura ci convochi per capire il da farsi”.