Revenge porn, vittima licenziata per danno d’immagine dall’azienda

Oltre al danno anche la beffa. Una donna di 40 anni originaria di brescia, vittima di revenge porn, dopo aver denunciato il fatto viene licenziata per danni d'immagine

Il reato di molestia al telefono, la decisione della Cassazione
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Donna Bresciana di 40 anni, vittima di revenge porn, è stata licenziata da uno degli studi per i quali lavorava. La donna ha presentato una denuncia dopo che alcuni video hot sono diventati pubblici e virali

Revenge porn causa di un danno d’immagine

Il licenziamento è dovuto ad un “danno di immagine”. Il datore di lavoro sostiene di ricevere chiamate da uomini che vogliono un appuntamento con la professionista. Dopo la denuncia della 40enne la Procura di Brescia nei giorni scorsi ha iscritto tre persone nel registro degli indagati. La vittima ha fornito altri nominativi e contatti di chi avrebbe contribuito a far girare i video. Ha allegato anche screen shot di chat di poliziotti e carabinieri nelle quali i video hot sono girati.

Da video intimi e privati, sono diventati pubblici e addirittura virali. Scatti e scene hot finiti su centinaia e centinaia di chat WhatsApp. Condivisione dopo condivisone, hanno addirittura varcato i confini nazionali. E per la protagonista di quei filmati la vita si è trasformata in un incubo con telefonate di uomini addirittura arrivate da oltreoceano.

Elena Siotti
Sono Elena, ho 22 anni e frequento il terzo anno della facoltà di scienze della comunicazione presso l'Università degli Studi dell'Insubria. Poter scrivere per Ci Siamo.info rappresenta per me un grande traguardo e spero che sia il primo di tanti altri.