Napoli prende a pesci in faccia le sardine. Manifestazione fallita

Le sardine non trovano terreno fertile a Napoli. Ad accoglierli odio e risentimento nella manifestazione che conta solo 300 persone.

Sardine Napoli
Sardine Napoli. Screenshot di un video YouTube del Fatto Quotidiano

Napoli non sembra un mare tranquillo in cui le sardine possano nuotare e a dimostralo è stato il flop totale della loro manifestazione. Lo scopo era quello di attirare consensi e nuovi elettori ma è evidente che sia fallito miseramente. Nonostante la presenza del leader nazionale Mattia Santori, c’erano meno di 300 persone.L’evento è stato sospeso a causa di alcune contestazioni allo stesso Santori.

Molteplici sono state le critiche che sono state mosse al leader del movimento da parte di ex lavoratori per le recenti uscite pubbliche. Fuori dal palco le critiche sono arrivate da alcuni militanti dei centri sociali che chiedevano spiegazioni sulla sua politica considerata filo-Pd.

Napoli: parla il leader delle sardine

“C’è qualcuno che ha voluto strumentalizzare alcune questioni come Benetton, Erasmus, Minniti e Bonaccini, perché gli fa comodo come già successo in altre piazze. Alcuni rappresentanti, non si è ben capito se “Potere al popolo” o altri centri sociali più crudi e puri, hanno preso la scena, hanno deciso di prendere il palco delle Sardine per fare la loro propaganda elettorale”. Queste sono le parole del leader Santori.

Per quanto riguarda le elezioni in Campania hanno manifestato i loro dubbi riguardo la candidatura come presidente della Regione, di Vincenzo De Luca. “Siamo stati molto critici perché riteniamo che la politica che ha già avuto modo di proporsi in tutti questi anni dovrebbe fare un passo indietro per dar vita a qualcosa di unitario” afferma la coordinatrice calabrese del movimento Jasmine Corallo.

“In Calabria avevamo chiesto uno sforzo alla coalizione di centrosinistra che invece si è presentata con un candidato del Pd, uno del M5S e delle liste civiche. Il risultato 56% di astensionismo e le destre che hanno vinto a mani basse”. Conclude Corallo.