Paura Coronavirus: stop alle gite scolastiche all’estero

A preoccupare non è solo la portata del contagio, ma anche i possibili disagi per i controlli negli aeroporti internazionali

gite scolastiche
Foto: Coronavirus

La primavera è ormai alle porte e questo, per tradizioni, è uno dei periodi preferiti dalle scuole per l’organizzazione delle fite. Questo momento è sempre particolarmente atteso dagli studenti, che approfittano di questa fase per divertirsi, oltre che per vedere posti interessanti, spesso al di fuori dai confini italiani per chi frequenta le superiori.

Anche questo ambito diventa però influenzato dal Coronavirus, il morbo arrivato dalla Cina ma che si è ormai diffuso in tutti i Continenti, Africa compresa, che fino a pochi giorni fa era l’unico territorio a non esserne stata ancora toccata.

Una presa di posizione importante

Doccia fredda per molti studenti, che erano ormai elettrizzati all’idea di lasciare casa per qualche giorno e di visitare un Paese straniero per il tradizionale appuntamento con la gita scolastica. Il Coronavirus sta infatti spingendo molti istituti ad annullare i viaggi di istruzione, non tanto per il pericolo legato a un possibile contagio, quanto soprattutto per i controlli a cui si dovrebbe essere sottosti negli aeroporti internaizonali.

La paura per il morbo arriva proprio nella fase clou: solitamente, infatti, le partenze sono programmate da marzo a inizio maggio, quindi proprio in questo periodo è necessario dare le conferme alle prenotazioni.

È bene quindi valutare con cura come muoversi, anche per tutelare gli interessi economici delle famiglie, solitamente chiamati a sborsare dai 300 ai 500 euro per una gita all’estero. ” e pensiamo poi allo stage all’estero – spiega Agostino Miele, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Milano – in cui vengono coinvolti i ragazzi dei licei linguistici e degli istituti tecnici per il turismo i costi sono molto più alti: gli studenti partono per due o tre settimane e la spesa va dai mille ai 1300 euro. Non si tratta di allarmismi legati al contagio ma di rischi legati alle penali per i viaggi annullati. I dirigenti scolastici stanno monitorando la situazione giorno per giorno, per capire come muoversi”.

Il governo cosa ne pensa?

Almeno per ora non è stata presa alcuna decisione a livello nazionale. Non sono arrivate comunicazioni da parte del Ministro dell’Itruzione, ma se ci fossero le scuole ancora in dubbio capirebbero meglio cosa fare a seconda della zona di destinazione.

Il commissario straordinario per l’emergenza da coronavirus, Angelo Borrelli, giusto pochi giorni fa non aveva escluso alcuna ipotesi. Anzi, aveva sottolineato come si stesse pensando a possibili indicazioni per limitare le partenze per motivi di studio, con lo scopo di circoscrivere i rischi di contagio.

Chi non ha ancora annullato ogni progetto potrebbe comunque dare limitazioni precise in caso di possibile malessere di uno studente. “Sarò chiara con i miei studenti – spiega Tiziana Sallusti, dirigente scolastico del liceo Mamiani di Roma – con un raffreddore non si parte. Non blocchiamo le gite ma non possiamo neanche rischiare che qualcuno abbia la febbre all’estero. Quindi chi sta male resta a casa. Per questo abbiamo attivato una assicurazione sui viaggi di istruzione che vada a coprire le spese di partenze annullate dai singoli studenti”