Contro chi sta protestando il Movimento 5 Stelle?

E' tornato in Piazza il Movimento 5 Stelle. Contro la casta, contro i vitalizi, contro la classe politica degli ultimi anni. Vi ricorda qualcosa? A noi le origini del Movimento. Però questa volta le cose sono diverse: al governo ci sono anche (e soprattutto) loro.

Roma, 15 febbraio 2020: il Movimento 5 Stelle in Piazza contro i vitalizi.
Roma, 15 febbraio 2020: il Movimento 5 Stelle in Piazza contro i vitalizi.

Ci riprova il Movimento 5 Stelle, ritornando nelle piazze della Capitale con i temi che avevano smosso il cuore ai pentastellati della prima ora. Stop ai privilegi, ai vitalizi degli ex Parlamentari, stop alla “casta”, tutti quei politici di professione che, secondo i militanti e i leader del Movimento hanno ridotto il Paese in fin di vita in questi ultimi anni. Nella piazza di sabato scorso (Santi Apostoli a Roma, noi c’eravamo) il Movimento torna ai tempi del “Vaffaday” e se la prende con tutti coloro che “perdono il pelo, ma non il vizio”. La differenza, però, è che adesso al Governo del Paese ci sono anche loro. Anzi: in Parlamento sono la prima forza politica. E la domanda sorge spontanea: contro chi stanno protestando oggi?

Un movimento in crisi

Qualcosa non quadra nel Movimento 5 Stelle. La formazione politica che doveva rompere gli schemi con il “governo del cambiamento” sembra essere allo sbando, soprattutto nelle ultime settimane. I sondaggi e le intenzioni di voto lo dimostrano, ma anche le ultime competizioni elettorali sono un’ulteriore conferma: alle elezioni regionali in Emilia-Romagna è andata male e in Calabria, dove alle politiche del 2018 il Movimento aveva preso il 32%, i pentastellati sono andati così tanto male da non entrare nemmeno in consiglio regionale.

Il grande cavallo di battaglia, il reddito di cittadinanza, si è rivelato un boomerang incontrollabile e, nonostante i beneficiari in Italia siano 2.4 milioni (su questo c’è un grande dibattito, Agi ha cercato di fare chiarezza), la manovra di sostegno al reddito è stata molto contestata, anche (e forse soprattutto) tra coloro che ci credevano maggiormente nel “progetto rivoluzionario” del Movimento.

Il problema vero è che il Movimento 5 Stelle ha creato un sogno (“Oggi abbiamo abolito la povertà”) che non è riuscito a realizzare. E non è riuscito nemmeno a riscrivere la narrazione di quello che stava succedendo, lasciando delusi i milioni di cittadini italiani che, soprattutto nel Sud Italia, si erano avvicinati alle idee politiche di Luigi Di Maio e soci e ora guardano con curiosità la destra salviniana (e timidamente il Partito Democratico).

Nel Movimento 5 Stelle c’è qualcosa che non quadra

Quello che è successo in piazza Santi Apostoli sabato è un tentativo disperato di ritorno alla purezza. Si torna a picchiare sui temi cari del Movimento e si mobilitano quei militanti che ancora ci credono, risvegliando il loro odio per i presunti privilegiati della politica. Sono tanti, ma non tantissimi (la piazza è piccola) e questo crea un senso d’appartenenza quasi romantico che il Movimento aveva bisogno di ritrovare.

Forse però qualcuno dimentica che i 5 Stelle governano attualmente questo Paese e hanno anche espresso l’attuale Premier, Giuseppe Conte. Il loro governo del Cambiamento prosegue, anche dopo la rottura con Matteo Salvini e il rischio di caduta dello scorso agosto. Attualmente alla Camera e al Senato sono il gruppo più numeroso e il Presidente della Camera (Fico) è un membro storico (anche se un po’ dissidente) dei pentastellati.

E’ normale quindi chiedersi chi è la casta romana contro cui protestano oggi. E non siamo gli unici a farci questa domanda. Il Guardian ha pubblicato dopo la manifestazione di Santi Apostoli un articolo per cercare di capire cosa è successo in piazza. Five Star’s Luigi Di Maio calls on Italians to protest against his government, riporta il quotidiano inglese. E sui social anche le pagine satiriche italiane si domandano che cosa stia facendo il Movimento.

C’è aria di crisi nel Governo, eppure Conte tiene botta. Se il Governo giallo-rosso sembra per ora (più o meno) stabile, la stessa cosa non si può dire del Movimento 5 Stelle, che negli ultimi mesi ha visto anche un cambio di leadership importante.

Che dire? Questa non è crisi di governo, è una crisi di identità.