Tanti numeri, ma nessuna voglia di capire. La delusione di tutte le famiglie verso Regione Lombardia

Salta l'incontro con l'Assessore alle politiche sociali, abitative e disabilità della regione Lombardia, Stefano Bolognini: la delusione delle famiglie. Il tavolo di confronto riguardava la delibera che sancisce un taglio alle risorse per le non autosufficienze.

Stefano Bolognini – assessore alle politiche sociali, abitative e disabilità della regione Lombardia – ieri mattina ha disertato la commissione sanità alla quale aveva invitato il Presidente del comitato delle famiglie disabili lombarde, Fortunato Nicoletti per discutere della delibera da lui confezionata ed emanata il 23 dicembre scorso e al centro di un parapiglia mediatico.

«La delibera sancisce un taglio inaccettabile alle risorse per le non autosufficienze, a fronte di un aumento degli stanziamenti statali del 20%» spiega Nicoletti. Al centro del contendere la “misura B1” il contributo alle gravissime disabilità che, dice sempre Nicoletti «negli anni è stato sempre abbassato, fino ad arrivare all’impossibilità di accedervi per i ragazzi con disabilità che frequantano la scuola. Ridicolo. Hanno fissato un massimo di 25 ore di frequenza scolastica per poter accedere al voucher, ma già alla scuola primaria non ne fai meno di 27».

La delusione di Nicoletti

Ieri mattina i genitori e i gruppi che li rappresentano si sono recati a palazzo Pirelli, convinti d’incontrare Bolognini 10:30 come previsto. La segreteria dell’assessore ha comunicato ufficialmente la sua assenza alle 9:30, “dimenticandosi” però di avvisare anche i genitori.
«Ennesima dimostrazione che di noi e della disabilità non capiscono nulla e non possono legiferare a nostro vantaggio » commenta Nicoletti. «Io ho preso un permesso dal lavoro (è vigile del fuoco, ndr), mia moglie ha spostato un turno e abbiamo fatto carte false per far venire l’infermiera prima a casa a guardare nostro figlio e lui manco ci avvisa. Si chiama mancanza di rispetto! Anzi presa in giro, perché vederlo poi al TG3 farsi intervistare e giustificare la sua assenza in commissione sanità con alle spalle il Pirellone (dove la commissione sanità si è svolta, ndr) è inaccettabile. Non era pronto? Poteva comunque venire su a dirci qualcosa».

L’assoluto distacco emotivo dell’assessore da una delle tematiche che riguardano il suo incarico emerge prepotente dalle parole delle famiglie che oggi si sono viste negare quest’incontro da lui stesso promosso. Per il 18 febbraio è stata fissata una commissione straordinariadurante la quale Bolognini ha dichiarato presenterà la nuova delibera. La preoccupazione è che non essendoci tempo per confrontarsi, (al 18 mancano 5 giorni e c’è di mezzo un weekend) questa deliberà sarà l’ennesimo prodottino preconfezionato che non terrà conto delle reali esigenze delle famiglie che affrontano la disabilità. L’incontro di oggi sarebbe servito proprio a questo, a confrontarsi e a prendere coscienza ognuno dei limiti e delle possibilità dell’altro. «Bolognini ha preferito non ascoltarci e adesso farà di testa sua ed emanerà la delibera, perché non può certo permettersi di fare un’altra delibera ponte come a gennaio. Tampona, dice ai giornali che va tutto bene, che dialoga con noi, che trova i fondi, ma la verità è un’altra ed è quella che ha dimostrato oggi».

La risposta di Bolognini

Dal canto suo Bolognini dichiara che non c’è alcuna volontà di sottrarsi ad un confrornto. «In questa settimana abbiamo individuato, in collaborazione con l’assessorato al Welfare, ulteriori 12 milioni che ci permetteranno di garantire il contributo fisso di 600 euro, come l’anno scorso, e di implementarlo ulteriormente, anche attraverso voucher sanitari, fino ad arrivare a un importo massimo, in determinate situazioni, di 1.700 euro, con un incremento di ulteriori 100 euro rispetto al passato. Per martedì 18 sarà tutto pronto”.

Parole, ma niente fatti

La sensazione delle famiglie (e di chi scrive che ne fa parte) è che si pensi più a mettersi in bocca dei bei numeri, piuttosto che sedersi ad un tavolo a parlare e capire. Facile dire “in determinate situazioni si potrà arrivare fino a 1.700 euro” e poi scoprire nella delibera che potranno accedervi solo quelli nati su marte e con 3 occhi. Io rimango dell’idea che uno che non è mai entrato in un forno, non possa fare il pane da solo. Ci va un panettiere. E in questo caso il panettiere sono le persone che affrontano giornalmente la disabilità, lasciarle fuori mentre un esperto di garofani e petunie cerca di accendere il forno a legna cercando la manopola del gas, non è una buona idea. Ci auguriamo di restare stupiti.

Francesco Cannadoro

Redazione CiSiamo
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