Elly Schlein: il coming out diventa un gesto politico

Elly Schlein si batte per i diritti di chi troppo spesso viene dimenticato e stigmatizzato. I un paese in cui Lorenzo Fontana, per il quale ‘le famiglie arcobaleno non esistono’ .Simone Pillon, che passa il tempo libero a dare dei pedofili a tutti gli omosessuali che gli capitano a tiro.

Elly Schlein
Elly Schlein

Che Elly Schlein sia fidanzata con una donna fa parecchio scalpore. I finti progressisti che scrivono ‘e chi se ne frega’ . Viviamo in un paese dove puntualmente a ogni giugno, mese del Pride, vari sacerdoti raccolgono grappoli di fedeli per pregare contro la dissoluzione. Nella stessa Italia che ha aperto le porte del governo a Lorenzo Fontana, per il quale ‘le famiglie arcobaleno non esistono’ .Simone Pillon, che passa il tempo libero a dare dei pedofili a tutti gli omosessuali che gli capitano a tiro.

Elly Schlein e la sua grande mossa politica

Il coming out è un gesto estremamente politico. Perché il coming out non è una questione di preferenze sessuali: dichiararsi gay, o lesbiche, o bisex, o trans, o qualunque altro punto dello spettro arcobaleno dell’identità umana, è una questione di corpi. Corpi che vengono ancora presi di mira dai ‘goliardi’ di mezza Italia, che entrano nei locali gay friendly di una città come Torino e menano colpi alla cieca, perché omosessuale.

Corpi che vogliono essere liberi, di vestirsi o svestirsi, di fare l’amore, di viaggiare, di abortire, di vivere e che non vogliono e non possono essere più legati dalle opinioni di chi non sa di cosa sta parlando. La Schlein, dichiarandosi, ha detto questo: io so di cosa parlo.

Abbiamo bisogno di qualcuno che sappia di cosa si sta parlando. L’Italia, clamorosamente indietro rispetto al resto d’Europa e del mondo, si trova di fronte a una rivoluzione culturale. Nei comizi dell’estrema destra viene chiamata ‘ideologia gender’, lasciando intendere che riguarda solo le persone Lgbt. Ancora peggio, facendo credere anche alle persone Lgbt che devono ghettizzarsi, fare quadrato contro il mondo che si divide inevitabilmente in gay ed etero, in ‘noi’ e ‘loro’. Un altro binarismo di cui non si sentiva il bisogno. Elly Schlein, nella sua semplicità, dimostra che la rivoluzione gender altro non è che un desiderio di normalità. Dove normale vuol dire stare accanto alla persona che si ama.

Una rivoluzione di cui si aveva bisogno

Negli anni ’70 il ‘Fuori!’ (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), il primo, storico movimento gay in Italia, aveva reso popolare la pratica dell’autocoscienza. Rendere pubblico il privato, mettere il proprio corpo a disposizione degli altri, per essere una guida, ispirazione. Grazie a chi ha rinunciato al proprio privato e si è dato in pasto al pubblico oggi gli omosessuali possono permettersi di scegliere se dichiararsi apertamente o di rimanere nel privato.

I diritti così difficilmente conquistati sono appesi a un filo. In Italia gli omosessuali possono unirsi civilmente, ma non possono adottare né avere figli. A milioni di persone è negato il diritto di avere una famiglia. In Italia non esiste una legge contro l’omofobia.

Elly Schlein lo fa con semplicità, lo fa in un altro tempo rispetto agli anni del ‘Fuori!’. Per questo, purtroppo, sarà attaccata, presa di mira, stigmatizzata. Ma lo ha fatto lo stesso, ridando valore politico a un gesto che rischiava di perderlo. E per questo, ognuno di noi dovrebbe ringraziarla: per averci ricordato cosa è fare politica.