Milano, al lavoro per localizzare i soccorsi ed essere più tempestivi

Il servizio 112 nel capoluogo lombardo è dotato di 20 interpreti per gestire al meglio ogni necessità

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Foto: Pixabay

Chiedere l’intervento dei soccorsi in caso di malore è ora diventato più semplice grazie anche al supporto della tecnologia. Importante è stato l’avvento del servizio 112, il Numero Unico Europeo di Emergenza, dotato anche di una funzione di geolocalizazione, utile per individuare la posizione di chi sta chiamando, da sfruttare soprattutto quando non si ha molto tempo da perdere o si ha difficoltà nell’individuarlo.

Ma non ci si vuole pensare qui e si pensa a un ulteriore potenziaento, che potrebbe consentire di venire in aiuto di un numero maggiore di persone. A spiegare il progetto su cui si sta lavorando è Alberto Zoli, direttore dell’Azienda regionale di emergenza urgenza, che ha spiegato in Prefettura a Milano i riscontri positivi arrivati negli ultimi mesi. “La geolocalizzazione è il punto centrale del nostro servizio — ha spiegato Zoli —. Se non si sa dove intervenire i soccorsi non possono partire. Gli smartphone di nuova generazione ci consentiranno di avere una geolocalizzazione con il gps direttamente anche se non si è in possesso della App Where Are You. Sarà tutto automatico. Riusciremo a prendere anche la fascia di utenza che non ha scaricato la app. Entro la fine dell’anno il servizio sarà effettivo in tutto il territorio nazionale”.

Un sistema versatile

La tempestività in molti casi può rivelarsi davvero provvidenziale ed è per questo che non deve mancare la capaciàt di gestire al meglio la chiamata. Non solo cercando di invididuare al meglio il disturbo di cui soffre chi chiama, ma cercando di venire in aiuto il più possibile a chi ha problemi in fase di comunicazione. Emblematico, ad esempio, quanto accaduto poche settimane fa a Milano, dove si è riusciti ad aiutare un giovane non udente che chiedeva aiuto per il papà.

Il servizio disponibile nel capoluogo lombardo riesce a soddisfare appieno questo necessità. Qui, infatti, la centrale “è dotata di 20 interpreti per poter parlare in tutto il mondo, dai migranti ai turisti che chiamano il servizio”,come ha spiegato il prefetto Renato Saccone“.