Treno deragliato, interrogati gli operai: ipotesi di “pezzo difettoso”

La Procura non esclude però l'ipotesi di "errore umano"

Treno deragliato a Lodi oggi
Treno deragliato a Lodi oggi

La Procura di Lodi è al lavoro per cercare di individuare quale sia stata la causa che ha provocato il deragliamento di un treno Frecciarossa giovedì nel Lodigiano provocando la morte dei due macchinisti. Al momento nessuna potesi viene esclusa, ma già nelle ore successive all’incidente si è provveduto all’iscrizione nel registro degli indagati del caposquadra e dei quattro operai Rfi che erano al lavoro proprio sul punto incriminato poche ore prime dell’episodio. Le accuse che vengono loro rivolte sono di disastro ferroviario colposo, lesioni e omicidio colposo: si tratta di un atto dovuto, necessario per verificare che tutto sia avvenuto nel pieno rispetto delle regole, ma che permetterà loro di spiegare meglio come si siano svolti i fatti fino a che loro erano presenti.

Ipotesi “pezzo difettoso”

Gli operai, gli ultimi ad avere lasciato la zona prima del passaggio del treno, sono stati sottoposti ai primi interrogatori per conoscere la loro versione dei fatti. In base a quanto emerso, gli indagati, assistiti dai propri avvocati, avrebbero raccontato di un possibile “pezzo difettoso” come causa del disastroferroviario.

L’ipotesi non sembra essere però la strada accolta dalla Procura, che al momento sembra propendere maggiormente per l’idea dell’ “errore umano”.

Da valutare poi anche la posizione di Rfi, ora finita tra gli indagati con l’accusa di avere violato la legge 231 del 2001 sulla responsabilità delle società, per i reati commessi dai dipendenti.

Ulteriori riscontri potranno poi arrivare dagli accertamenti irripetibili che saranno eseguiti sul posto nei prossimi giorni.