Giornata mondiale contro bullismo e cyberbullismo. In Italia un adolescente su due ne è vittima

Bullismo e cyberbullismo: un problema che colpisce soprattutto gli adolescenti. Ma cosa si può fare? Un'alleanza tra social, politica e scuola, ad esempio.

Bullismo e Cyberbullismo: i dati. Lo scatto è preso da Focus.it
Bullismo e Cyberbullismo: i dati. Lo scatto è preso da Focus.it

Oggi, 7 febbraio, è la giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo. Quest’ultimo è una forma di violenza sul web che colpisce soprattutto le giovani generazioni e i nativi digitali. Un bullismo “più evoluto”, subdolo, spesso spietato e potenzialmente più pericoloso, che va preso molto sul serio e non va sottovalutato. I dati, molto preoccupanti, ci dicono che quattro ragazzi su dieci tra i 12 e i 16 anni si imbattono in episodi di cyberbullismo in rete o nei social network.

Bullismo e Cyberbullismo: i dati

Un fenomeno in crescita. A dirlo è la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) che ha condotto uno studio su bullismo e cyberbullismo. Oltre il 50% dei ragazzi tra gli 11 e 17 anni ha subito episodi di bullismo, riporta la Sipps. E non è finita qui: tra chi utilizza quotidianamente il cellulare (circa l’85%), il 22,2% riferisce di essere stato vittima di cyberbullismo. Il 72,6% dei ragazzi intervistati ritiene necessario avere delle regole, anche se solo nel 55% delle famiglie danno delle vere e proprie indicazioni sul corretto utilizzo dei social. L’80% dei ragazzi riferisce, infatti, che l’unica limitazione ricevuta è legata al tempo di utilizzo. Oltre a quella di non visitare siti porno e di mantenere chiuso il proprio profilo personale.

I social devono fare la loro parte

Sono in molti a chiedere oggi un’educazione digitale a partire dalle scuole. Ma anche le politiche dei principali social network devono contribuire ad arginare il problema. «Giusto che i social diano limiti ai commenti» dichiara a Vanity Fair Maria Luisa Genta, autrice di Bullismo e cyberbullismo. Comprenderli per combatterli. «Internet è nato come strumento di libertà – aggiunge la scrittrice – ma diventa un far west senza legge se non si regolamenta la comunicazione. Secondo me è un fattore positivo, protettivo quello di mettere regole dove si presentano dei rischi».

Bullismo e cyberbullismo: la risposta della scuola e della politica

Intanto le scuole italiane stanno lavorando per prevenire il problema. Sempre secondo i dati, infatti, la maggiorpate di episodi di bullismo e cyberbullismo avrebbero luogo proprio tra i banchi scolastici. Su orizzontescuola.it è disponibile un corso di formazione gratuito contro bullismo e cyberbullismo, per conoscere e contrastare il fenomeno. Il corso è organizzato e certificato da SO.GE.S, ente accreditato al Miur (Società del gruppo Orizzonte Scuola), in collaborazione con Orizzonte Scuola Formazione.

Anche la politica fa la sua parte: la proposta di legge passata in questi giorni dalla Camera al Senato promette, infatti, tolleranza zero contro il bullismo, con pene che possono arrivare fino al carcere per i maggiorenni e all’allontanamento dalla famiglia per i minorenni.