Protesta dei detenuti nel carcere di Opera: feriti quattro agenti

Il sindacato della polizia penitenziaria segnala l'episodio: è sempre più difficile lavorare in sicurezza

Opera
Foto: Pixabay

Sono state ore difficili quelle che si sono vissute ieri nel carcere di Opera, nei pressi di Milano, dove un gruppo di detenuti ha deciso di mettere in atto una protesta per mettere in alto le condizioni difficili con cui sarebbero costretti a convivere, ma andando decisamente oltre il lecito.

I carcerati sono così arrivati a barricarsi nelle loro celle, ma questo ha richiesto l’intervento della polizia penitenziaria per sedare gli animi. Riuscire a riportare la calma è stato però tutt’altro che semplice: quattro agenti hanno subito una vera e propria aggressione e sono risultati feriti. Uno di loro ha avuto la peggio, riscontrando una frattura alla mano risultata guaribile in 28 giorni.

Il grido di dolore del sindacato

L’episodio delle ultime ore non fa che generare allarme, come già accaduto a più riprese in passato, sulle condizioni lavorative difficili a cui devono sottostare gli agenti di polizia che prestano servizio tra gli isituti penitenziari italiani.

A sottolinearlo sono Alfonso Greco e Donato Capece, segretario regionale e generale del sindacato Sappe, in cui ci tengono a sottolineare come siano stati proprio i detenuti ad aizzare gli animi. Tutta colpa di “due detenuti di etnia rom che si sono barricati all’interno della propria cella“.

Sarebbe quindi quanto mai necessario intervenire in tempi brevi con misure tempestive a beneficio della sicurezza di tutti. “È sempre più difficile lavorare nei penitenziari lombardi senza mezzi con cui contrastare questi eventi e a rimetterci è sempre il personale di polizia penitenziaria – l’attacco dei due sindacalisti -. Quel che è accaduto a Opera, con la violenta aggressione ai quattro poliziotti ai quali va tutta la nostra vicinanza e solidarietà, ha riportato alla ribalta le difficoltà della struttura detentiva e delle gravi condizioni operative nelle quali lavora ogni giorno il personale di polizia penitenziaria. E dove sono ora quelli che rivendicano ad ogni piè sospinto più diritti e più attenzione per i criminali ma – hanno concluso – si scordano sistematicamente dei servitori dello Stato, come gli agenti di polizia penitenziaria e gli appartenenti alle forze dell’ordine, che ogni giorno rischiano la vita per la salvaguardia delle istituzioni?”.