L’astronauta Luca Parmitano è tornato sulla Terra.

L’astronauta Luca Parmitano è tornato sulla Terra, dopo sei mesi nello spazio per la missione di ricerca "Beyond".

Astronauta Luca Parmitano
Astronauta luca Parmitano. Foto presa dal suo profilo facebook: https://www.facebook.com/AstronautLucaParmitano/photos/a.150394075134494/980365402137353/?type=1&theater

Missione compiuta: l’astronauta Luca Parmitano è tornato sulla Terra, dopo sei mesi nello spazio per la missione di ricerca “Beyond”, la seconda della sua carriera. Il viaggio di ritorno verso la Terra è avvenuto a bordo della navetta Soyuz, insieme al collega russo Alexander Skvortsov e a Christina Koch della Nasa. Poco dopo le dieci, ora italiana, ha toccato il suolo in Kazakistan, in una steppa di neve bianca.

L’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea appena uscito dalla capsula appariva in buone condizioni e sorridente. Appena uscito ha telefonato ai suoi familiari a casa. La missione, partita lo scorso 20 luglio. “E’ stata straordinaria” afferma  Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana.

L’astronauta Luca Palermitano torna dalla missione di ricerca “Beyond”

La capsula è atterrata in posizione verticale e i tre astronauti sono stati aiutati a uscire dalle squadre di soccorso. La prima a uscire è stata Christina Koch, della Nasa, che porta a casa il suo record di permanenza continuativa di 328 giorni. E’ stata la volta del comandante della Soyuz Alexander Skvortsov, anche lui in buone condizioni. Poi è sceso Luca Parmitano che, non appena uscito ha salutato sorridente. I tre astronauti adesso avranno bisogno di riprendersi dal viaggio di rientro e riabituarsi alle condizioni “fisiche” della vita sulla Terra.

La separazione dalla Stazione Spaziale Internazionale è avvenuta regolarmente poco prima delle 7:00. La navetta ha percorso due orbite e quindi ha cominciato la manovra di rientro. Nel rientro la navetta ha frenato bruscamente per rallentare la sua corsa.

Il modulo di rientro nel quale hanno viaggiato i tre astronauti, protetto da uno scudo termico, si è sganciato dal modulo orbitale e da quello di servizio, destinati a distruggersi nell’impatto con l’atmosfera. Una fase delicata e complessa: a quel punto la navetta Soyuz si è girata nella posizione corretta, in modo da essere protetta dallo scudo termico dalle altissime temperature a cui è sottoposta la navetta attraversa l’atmosfera.

Durante la frenata gli astronauti sono stati letteralmente “schiacciati” sui sedili da una forza di gravità pari quattro o cinque volte quella terrestre. Poi si sono aperti i paracadute secondari, che hanno ulteriormente frenato la navetta per rendere meno brusco l’impatto con il suolo, e l’accensione dei retrorazzi ha ulteriormente risotto la velocità di impatto a circa 5 chilometri orari.

Elena Siotti
Sono Elena, ho 22 anni e frequento il terzo anno della facoltà di scienze della comunicazione presso l'Università degli Studi dell'Insubria. Poter scrivere per Ci Siamo.info rappresenta per me un grande traguardo e spero che sia il primo di tanti altri.