Venezia, Coronavirus e non solo: rischio turisti in fuga

Il Carnevale è alle porte e la situazione degli albergatori è preoccupante

Venezia
Foto: Pixabay

Non sono stati mesi facili quelli vissuti ultimamente da Venezia. Sin dalla grave alluvione che ha colpito la città in autunno mettendo in negozio non solo i cittadini, ma anche diversi esercizi commerciali, a oggi poco è cambiato. Ma ora che il Carnevale è alle porte e potrebbe vedere l’arrivo in Laguna di moltissimi turisti come da tradizione, il rischio è che il timore del Coronavirus possa dare un’ulteriore mazzata a una realtà che sta provando faticosamente a rialzarsi.

L’allarme degli albergatori

Uno dei momenti dell’anno che catalizza maggiormente l’attenzione su Venezia, il Carnevale, è ormai alle porte. Quest’anno però la consueta folla che si riversa ogni anno in Laguna potrebbe non esserci.

A mettere in evidenza la situazione sono gli albergatori della città, non solo al momento deserti, ma alle prese con numerose disdette da parte di chi sarebbe dovuto arrivare nei prossimi giorni.

“Ma non è colpa del coronavirus e della psicosi che l’accompagna – osserva Claudio Scarpa, presidente degli albergatori di  Venezia -: la responsabilità è della pubblicità negativa fatta dalla stampa estera scrivendo dell’acqua alta, facendo palesare che qui c’è stato una sorta di tsunami. Trasferendo sui media l’immagine di una città inondata, sotto 1,87 centimetri di acqua che è il dato scientifico, quello registrato nel medio mare, quando in realtà era inferiore a un metro”.

La situazione, che persiste senza grandi modifiche ormai da novembre, potrebbe essere quindi destinata a peggiorare.

“Si rischia di aggravare – sentenzia Scarpa – una crisi già in atto”.

L’assessore resta fiducioso

Nonostante tutto, c’è chi prova a guardare al periodo in arrivo con maggiore ottimismo. È il caso dell’assessore comunale al Turismo Paola Mar, oggi a margine della presentazione del calendario di eventi organizzati in occasione del carnevale. “Sono andata a controllarmi dati e i turisti cinesi in città ammontano a circa 300.000 presenze -. Quindi il contraccolpo semmai non tanto dalla Cina ma è dato dalla paura che le persone hanno di viaggiare”, confermando sostanzialmente la posizione di Federalberghi.

La speranza di un miglioramento sembra quindi esserci. “C’è sempre un rovescio della medaglia, perchè chi non andrà all’estero magari si rivolgerà all’Italia, per quanto riguarda gli italiani. E anche gli europei probabilmente ritroveranno Venezia, a cui sono già molto affezionati, come un posto in cui venire a soggiornare. Chiaramente siamo in un momento di crisi però confido sempre nelle nostre capacità di reazione. Guardavo anche i dati previsti per giugno in Italia e la sensazione è buona” – ha concluso la Mar.