Coronavirus, identificati i “super diffusori”

vaccino
vaccino coronavirus

Identificati in Cina i primi “super diffusori” dell’infezione del coronaviruspersone che possono trasmetterlo più velocemente e a più soggetti rispetto ad altri. La notizia arriva dall’Est della Cina. “Per nulla confortante”, afferma Nicasio Mancini, microbiologo medico all’ospedale San Raffaele di Milano, sul sito “Medical Facts” del virologo Roberto Burioni.

Coronavirus: le parole dell’esperto Mancini su i “super diffusori”

“Un paziente con il coronavirus può trasmettere l’infezione a 2 o 3 altri soggetti. In una città della provincia di Jiangsu della Cina orientale, Xuzhou, si è visto però che dieci pazienti infetti sono stati a stretto contatto con solo una persona infetta. Cioè, un singolo individuo ne ha infettati dieci“, evidenzia. Inoltre: “Nella città di Xinyu d sembra che un solo operatore sanitario, ricoverato in condizioni critiche in ospedale, abbia da solo infettato 15 dei 17 nuovi casi verificatisi in città”.

Coronavirus messo a confronto con la Sars

“Durante l’epidemia di Sars furono identificati individui in grado di infettare decine di altri soggetti. Famoso e molto studiato fu il caso di una donna canadese che si ammalò durante una vacanza ad Hong Kong. Una volta ritornata a casa, favorì l’ondata dei primi casi in Canada”. Dunque definire dal punto di vista numerico un ‘super diffusore’ “non è facile”, nemmeno per gli esperti.

Nel periodo della Sars “Una commissione di scienziati ed epidemiologi definì in 8 il numero di casi di trasmissione necessari per identificare un super diffusore. Vedremo per questo nuovo coronavirus“, afferma Mancini. Afferma anche: “Come abbiamo più volte detto, isolare i casi di malattia e risalire a tutte le persone con cui essi sono entrati in contatto è fondamentale per interrompere la catena del contagio. La presenza di soggetti che non infettano solo due o tre persone vicine a loro, ma sono capaci di infettarne un numero molto più alto potrebbe complicare le cose, aggiungendo un fattore confondente che rischia di rendere tutto più difficile. È importante che la guardia resti alta, quindi, anche per farsi trovare pronti a eventuali altri casi di questo tipo”.