Coronavirus, la bufala corre sul web: ecco le più diffuse

Online è possibile reperire informazioni utili e aggiornate su ogni argomento, ma è bene prestare alla massima attenzione alla fonte

Coronavirus
Foto: Pixabay

Il Coronavirus continua a fare paura, non solo per la sua diffusione, ma anche per le scarse informazioni che arrivano fino a noi, spesso anche poco attendibili. Come capita spesso, a contribuire al fenomeno ci sono il web e social network: basta un link non verificato e il terrore diventa più forte. È bene quindi, soprattutto in casi come questi, essere informati (e gli strumenti per farlo ovviamente non mancano) per sapersi muovere al meglio.

Il riferimento più importante

Il cellulare è al nostro fianco praticamente in ogni momento della giornata e spesso ci mette in contatto, anche inavvertitamente, con una serie di news provenienti dai siti più disparati, che finiamo per leggere senza verificare in maniera accurata la fonte. Questo modo di agire è ovviamente sbagliato proprio perché ci può portare a commettere errori evitabili in partenza, soprattutto se si tratta di temi importanti quali il Coronavirus.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha così invitato tutti a essere più oculati in considerazione delle numerose fake news che si accavallano di ora in ora. Le notizie ufficiali non sono comunque impossibili da ritrovare: il sito del Ministero contiene tutte le news ufficiali aggiornate.

“Per fermare il coronavirus vanno anche contrastate le false informazioni” – ha detto il Ministro. Un’opera importante in questo ambito viene svolta anche dalla Croce rossa italiana, che ha realizzato un podcast, oltre che dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e odontoiatri, al lavoro per stilare una serie di schede sul portale https://dottoremaeveroche.it.

Ecco quindi alcune delle “bufale” che si sono rincorse in questi giorni.

I pacchi sono pericolosi

Il commercio online è ormai una pratica sempre più diffusa tra i privati, ma anche chi lavora in un ufficio è abituato quasi quotidianamente a smistare pacchi anche provenienti da lontano, in alcuni casi anche dall’estero. C’è chi ha ipotizzato che in caso di corrieri provenienti dall’Asia, e dalla Cina in modo particolare, ci sia il rischio, maneggiandoli, di prendere il morbo. Ovviamente però questo non è vero.

Per il ministero della Salute «si stima che il rischio di trasmissione da prodotti o pacchi importati dalla Cina (mantenuti per alcuni giorni o settimane a temperatura ambiente) sia molto basso». Per l’Oms, il virus potrebbe sopravvivere al massimo circa trenta minuti.

Il contagio dagli animali domestici

Nelle case di ognuno di noi difficilmente mancano un cane o un gatto, gli animali domestici più diffusi, ritenute vere e proprie compagnie irrinunciabili per bambini e non solo. Tra le bufale degli ultimi giorni ce n’è una che riguarda proprio i nostri amici a quattro zampe, secondo cui sarebbero tra le categorie più vulnerabili, in grado non solo di prendere il Coronavirus, ma anche di trasmetterlo all’uomo.

Anche questo però non corrisponde al vero. Unico consiglio utile da seguire, ma questo vale anche prima della diffusione del morbo, è quello di lavare accuratamente le mani dopo essere entrati in contatto con loro. Una mossa spesso sottovalutata, ma che consente di tenere lontano dall’organismo batteri comuni come «E. coli» e «Salmonella» che possono passare da animali domestici a umani.

Rimedi non così efficaci

Quando si prende un’influenza, anche più forte del normale, si preferisce affidarsi non solo a metodi “tradizionali” quali gli antibiotici, ma affiancare anche alcune soluzioni “naturali” che ci vengono tramandate negli anni. Emblematico è ad esempio l’utilizzo del miele quando si è quasi senza voce.

Anche per la cura del Coronavirus non manca chi ha provato a suggerire proposte simili. E sul web i suggerimenti si sprecano: mangiare aglio, spalmarsi con olio di sesamo, fare risciacqui del naso con soluzioni saline, giusto per fare qualche esempio.

A smorzare l’idea ci pensa l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, che già ieri aveva provato a calmare gli animi sottolineando come sia ancora prematuro parlare di possibile pandemia. Non ci sono prove che mangiare aglio possa aiutare a prevenire l’infezione. E l’olio di sesamo non è in grado di uccidere il virus. Non è di alcuna utilità dunque usarlo sulla pelle, né sotto il naso. Lo stesso vale per alcuni disinfettanti chimici – anche questa voce si è diffusa sul web – a base di candeggina, solventi, etanolo al 75%, acido peracetico e cloroformi. Anzi. Sulla pelle, possono essere pericolosi. Da scongiurare anche l’utilizzo del colluttorio, utile solo per disinfettare la bocca, ma non certo per il virus.

Tutte le categorie sono a rischio

In caso di problemi quali l’influenza o un malessere di tipo respiratorio si ritiene solitamente come i più vulnerabile, in considerazione del loro sistema immunitario, siano bambini e anziani. Proprio per questo vaccinarsi in modo tempestivo potrebbe essere provvidenziale.

Nel caso del morbo proveniente dalla Cina, però, la situazione è ben diversa. Tutti possono essere infettati, senza particolari differenze. Ma certamente chi soffre di sindromi croniche quali l’asma, il diabete, le malattie cardiache dovrebbe prestare qualche accortezza in più, ma questo vale per ogni tipo di malanno.