Quando l’amore fa profitto: su Tinder +39% di utenti in un anno

Tinder, la popolare app di incontri online, cresce rispetto al 2018 e vanta un business da 2 miliardi di dollari. La domanda sorge spontanea: è rimasto l'unico modo per trovare l'anima gemella?

Tinder, l'app di incontri online
Tinder, l'app di incontri online

L’amore ai tempi di…Tinder. Che vi piaccia o no, i numeri della più popolare app di incontri del mondo parlano da soli: nel 2019 Tinder ha registrato un boom di iscrizioni, segnando un +39% rispetto all’anno precedente. Questi i dati rilasciati oggi, mercoledì 5 febbraio, da Match Group, il colosso che gestisce piattaforme d’incontri online (non solo Tinder, ma anche Match.com, Ok Cupid, Meetic). Secondo il report annuale, il social network numero uno per gli incontri online conterebbe quasi 6 milioni di utenti regolarmente abbonati, ma i frequentatori si stima siano circa 50 milioni.

Tinder: ma come funziona?

Sulle app per gli incontri online ci sono tante filosofie di pensiero: c’è chi le prova per gioco, chi le rifiuta a priori, chi con quelle ha trovato l’anima gemella e chi le usa per incontri occasionali. In qualsiasi modo la pensiate, l’avvento del digitale è stata una vera e propria rivoluzione nelle relazioni sentimentali. O almeno negli appuntamenti, perché Tinder altro non è che un’app per quello che in inglese di definisce “dating“, cioè appuntamento.

Funziona in modo elementare: crei il tuo profilo e tramite la geolocalizzazione l’app ti segnala gli utenti più vicini che potrebbero essere di tuo interesse. Il resto è tutto in mano ai due “matchati” (match è il termine tecnico chi indica che i due si sono piaciuti a vicenda), che potranno messaggiare privatamente e decidere dove e se incontrarsi di persona.

Problemi di privacy: la denuncia della Data Protection

Ma non è tutt’oro quello che luccica in casa Match. La Data Protection Commission irlandese ha infatti aperto un’indagine formale a seguito di lamentele sollevate da svariati utenti non solo in Irlanda, ma anche in altri Paesi dell’Unione sul tema della privacy.

“L’indagine del DPC – si legge nella comunicazione ufficiale dell’autorità irlandese – si occuperà di stabilire se la società è in possesso delle basi legali per l’elaborazione dei dati personali dei suoi utenti e se rispetta gli obblighi in qualità di responsabile del trattamento con riguardo alla trasparenza e al rispetto delle richieste dei soggetti titolari dei diritti”. Immediata la risposta di Match Group: “La trasparenza e la protezione dei dati personali dei nostri utenti è di primaria importanza per noi. Stiamo collaborando pienamente con la Data Protection Commissione continueremo a rispettare GDPR e tutte le leggi applicabili”.

Il nuovo pulsante “anti panico”: al via la sperimentazione

E per chi ha sollevato problemi di sicurezza, Tinder ha recentemente risposto introducendo un vero e proprio “pulsante anti-panico“, per mandare un SOS quando un appuntamento romantico rischia di prendere una brutta piega. La notizia, data qualche giorno fa dal Wall Street Journal, dovrebbe debuttare negli USA questi giorni. Per offrire il nuovo servizio la società madre di Tinder, ha acquistato una quota e un posto nel board in Noonlight, una nuova app che rintraccia l’ubicazione degli utenti e informa le autorità se emergono problemi di sicurezza. Un test che Match Group proverà su Tinder e, in caso di successo, estenderà alle altre app del gruppo.

Tinder è anche un business (che fa un sacco di soldi)

Anche l’amore è una questione di business. Questo vale sicuramente per le app che con gli incontri online stanno facendo profitto. Il gruppo Match ha dichiarato nel report 2019, dei ricavi annuali per 2,1 miliardi di dollari, con un incremento del 19% su base annua. A trainare sono stati i ricavi proprio di Tinder, aumentati del 43% a quota 1,2 miliardi, pari al 56% della somma complessiva del gruppo.