Coronavirus, ecco come si sta muovendo l’Europa

Il Coronavirus è arrivato anche in Europa: ad oggi si contano 23 i casi in 7 Paesi. Numeri limitati e controllati, che però sono la priorità massima dell'Unione Europea.

Coronavirus mamma e bambino
Coronavirus

Un meeting tra i Ministri della Salute dell’Unione Europea per affrontare l’emergenza Coronavirus. Un incontro a porte chiuse, tenutosi nella mattina del 3 febbraio, che arriva dopo il primo caso di decesso fuori dalla Cina, ma anche a seguito della notizia che un’equipe italiana ha isolato il virus, accelerando così l’iter per il vaccino.

Il Coronavirus, noto con l’espressione “polmonite di Wuhan”, è arrivato anche in Europa e ha generato episodi di psicosi collettiva, sui social e fuori. Autodiagnosi, fake news e bufale hanno riempito il web, creando in molti casi allarmismo e panico. A questi si sommano anche gravi casi di intolleranza e violenza nei confronti di persone di etnia cinese. Ma quanti sono realmente i numeri del virus nei Paesi del vecchio continente? E cosa ha fatto l’Europa dallo scoppio del Coronavirus ad oggi?

Coronavirus: i contagi in Europa

Secondo gli ultimi dati, sarebbero 23 i casi di Coronavirus in Europa, di cui 2 in Italia. Il Paese UE con più contagi risulta essere la Germania, con 10 contagi, seguono Francia (6), Regno Unito (2) Svezia, Spagna e Finlandia, questi ultimi con un solo caso individuato per Paese. Dei 23 casi, tutti isolati e altamente monitorati, nessun decesso. Il dato della mortalità in realtà sembra essere molto basso anche in Cina, dove il virus ha avuto origine. Secondo i dati (in aggiornamento), dei 17.500 contagiati, i decessi sarebbero 362, con un tasso di mortalità del 2,1%.

L’Italia per motivi di sicurezza in questi giorni ha chiuso tutti i voli da e per la Cina e così hanno fatto molti Paesi membri della comunità europea. E’ di oggi la notizia che un aereo speciale è atterrato in suolo italiano con 56 italiani che erano fermi da giorni a Wuhan. Secondo le dichiarazioni dei passeggeri e dell’equipe medico stanno tutti bene.

Un meccanismo di coordinamento europeo

In seguito all’epidemia di coronavirus, il 31 gennaio la presidenza di turno croata dell’Ue ha attivato il meccanismo di coordinamento per le crisi del Consiglio Ue con l’obiettivo di facilitare lo scambio di informazioni e rafforzare la cooperazione a livello politico tra i Paesi Ue. Il meccanismo prevede la possibilità di convocare riunioni di crisi, realizzare e condividere rapporti, di attivare una piattaforma web per lo scambio e la raccolta di informazioni e un punto di contatto sempre attivo, 24 ore su 24, per garantire un collegamento costante per tutti gli attori chiave delle situazioni di crisi. 

Per l’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) è necessario alzare l’asticella di allerta sul virus, monitorando i casi più sospetti, evitando però di creare allarmismi, non solo dannosi, ma anche pericolosi per i cittadini UE.

L’aiuto europeo alla Cina

Nel frattempo una Cina in difficoltà chiede aiuto perché ha “urgente bisogno” di mascherine e altri prodotti sanitari, vista l’aumentata necessità dovuta all’epidemia. A questa richiesta ha risposto positivamente l’Unione Europea, nella figura della Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, che lo scorso mercoledì ha assicurato al premier cinese Li Keqiang, massimo supporto. Adesso il Centro di coordinamento Ue per la risposta alle emergenze è in contatto con tutti gli Stati membri per facilitare la consegna dei prodotti. A dichiaralo il commissario UE per la gestione delle crisi, Janez LenarcicCome prima risposta – spiega in una nota ufficiale – gli Stati hanno mobilitato 12 tonnellate dell’equipaggiamento, già in viaggio verso la Cina”.