Coronavirus e non solo, le epidemie più forti che hanno spaventato il mondo

Non è la prima volta che la popolazione mondiale è spaventata dal rischio contagio per una malattia che può essere mortale

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Foto: Pixabay

Ormai da qualche giorno sono in tanti a essere in allarme per la possibile diffusione anche nel nostro Paese del coronavirus, il virus che colpisce innanzitutto l’apparato respiratorio che ha origine dalla Cina e che si sta rivelando, nelle sue forme più gravi, anche mortale. I pirmi sintomi che possono manifestarsi sono tosse, difficoltà ai polmoni e febbre, solitamente associati a un’influenza un po’ più forte, ma che ora inevitabilmente oggi non possono che fare paura.

L’origine è ancora tutta da individuare, ma soprattutto al momento non si può ancora contare su un vaccino che possa considerarsi efficace. La cautela non può quindi che essere necessaria, anche se, almeno per ora, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha provato a tranquillizzare tutti in attesa di capire meglio l’evolversi della situazione.

Non si tratta però della prima epidemia che arriva a generare terrore su scala mondiale, ma le esperienze del passato possono esserci utili per capire come agire al meglio.

La febbre suina

Negli ultimi 25 anni non sono stati pochi i virus che hanno messo in allarme la popolazione, ma fortunatamente poi arginati grazie ai progressi della medicina. Uno dei più pericolosi è stata la febbre suina, un sottotipo di influenza del tipo A H1N1 che si è trasmessa da alcuni allevamenti messicani di maiali all’uomo nel 2009.

A preoccupare era stata la velocità di diffusione: in un primo momento il pericolo sembrava essere basso, ma dopo la sua iniziale comparsa in Messico si è poi diffusa anche oltre i confini del Paese sudamericano generando molte vittime. I problemi respiratori erano stati i sintomi principali, avvertiti in mood particolare da chi era in contatto con animali ed è per questo che poteva essere importante prestare la massima attenzione a situazioni del genere.

Nessun rischio di contagio però semplicemente mangiando la carne.

L’influenza aviaria

Altra malattia infettiva particolarmente contagiosa è l’influenza aviaria, generata da un virus influenzale di ceppo A che colpisce diverse specie di uccelli selvatici e domestici.

Tra il 2003 e il 2005, il virus H5N1 dell’influenza aviaria si è diffuso tra gli allevamenti avicoli in Asia, andando a colpire anche l’uomo. Nel 2004 ha provocato 34 casi di infezione e 23 morti. La maggior parte delle persone infettate sono entrate in contatto con questi animali infetti o con superfici contaminate dalla salive, dalle mucose o dagli ecrementi degli uccelli. Questo è stato comunque un aspetto positivo visto che sono state soprattutto le persone che hanno avuto questioni professionali a essere interessate.

La Sars

Il primo fenomeno allarmante di inizio millennio, acronimo di “Sindrome acuta respiratoria grave”, sorta a fine 2002 nella regione di Guandong in Cina, come forma di polmonite particolarmente grave. Solo in un anno sono state 800 le persone che hanno perso la vita, elenco che comprende anche il medico Carlo Urbani, che ha avuto un ruolo determinante nello riuscire a trovare un metodo davvero efficace per contrastarlo.