Bossetti, 54 campioni di DNA disponibili: la difesa spera ancora

Il carpentiere di Mapello è condannato all'ergastolo in via definitiva per l'omicidio di Yara Gambirasio, ma continua a professarsi innocente

Bossetti

Il caso di Massimo Bossetti, almeno a livello giudiziario, può considerarsi concluso. Il carpentiere di Mapello in tutti e tre i gradi di giudizio è stato condannato all’ergastolo e può così considerarsi il responsabile dell’omicidio di Yara Gambirasio, pur avendo sempre professato la sua innocenza. L’uomo, però, con il sostegno del suo team difensivo non si arrende e vuole fare il possibile per dimostrare di essere vittima di un clamoroso errore giudiziario, come espresso in più occasioni con alcune lettere scritte dal carcere.

A sostenerlo c’è anche la moglie Marita, che non lo ha mai abbandonato e che giusto qualche mese fa ha preso contatto con un altro pool per riuscire a raggiungere l’obiettivo nonostante l’opposizione del marito. E qualche speranza sembra esserci davvero per provare a ottenere la revisione del processo.

Avvocati al lavoro

Claudio Salvagni, avvocato di Massimo Bossetti, ha più volte ribadito di credere fermamente nell’innocenza del suo assistito e di voler fare il possibile per aiutarlo ad uscire dal carcere. L’impresa finora non è riuscita, ma può essere possibile solo attraverso la revisione del processo.

Una mossa che non sarebbe così difficile da realizzare. Come riporta il settimanale Oggi nell’ultimo numero in edicola, sono ben 54 i campioni di Dna riconducibili a Ignoto 1 e che possono ora essere nuovamente analizzati. Una novità davvero rilevante, che smentisce chiaramente quanto era stato sostenuto finora dalla Procura di Bergamo. Ma soprattutto totalmente differente rispetto a quanto era indicato nella sentenza della Corte d’Appello di Brescia che aveva portato a una nuova condanna per l’uomo. ” Quello che è certo, in ogni caso, è che non vi sono più campioni di materiale genetico in misura idonea a consentire nuove amplificazioni e tipizzazioni” – era stato scritto.

Fiducia in una possibile svolta

Bossetti, a più riprese, nel corso delle udienze, ha sempre chiesto di essere sottoposto a un nuovo esame del DNA, convinto che le tracce ritrovate sul cadavere di Yara non appartenessero a lui. Ogni volta, però, la sua istanza è stata sempre respinta, non ritenendo utile tornare su una prova ritenuta inconfutabile.

Quello che è emerso negli ultimi tempi non può però che ridare speranza all’uomo, oltre che a chi ormai da anni fa il possibile per aiutarlo. Il legame è quindi convinto che la situazione possa ancora cambiare: ” Se il Dna c’era ancora ed era a disposizione in notevole quantità, come è possibile che il presidente della Corte d’Assise di Brescia, Enrico Fischetti, abbia scritto nella sentenza d’Appello il 17 luglio 2017 che “il materiale genetico è esaurito”? Quali verifiche erano state fatte? oglio credere che i reperti siano conservati in modo adeguato perché sono certo che Ignoto 1 non sia Bossetti e che la nuova perizia dirà un’altra verità. Ma se confermasse che gli inquirenti non hanno sbagliato almeno Bossetti sconterà l’ergastolo dopo aver avuto un giusto processo e la possibilità di difendersi”.