Banda dell’Esercito: mettiamo le cose al giusto posto

Vogliamo fare chiarezza. È per questo che scriviamo queste righe sperando di fare buona cosa per i lettori e per tutto quello che sta attorno alla nostra realtà.

Strano ritornare su di un articolo, strano ritornare su di un articolo pubblicato nel
mese di dicembre 2018 e strano che ancora faccia notizia o che ci sia qualcosa di
poco chiaro.

Spieghiamo ai lettori: in data 24 dicembre 2018 un nostro giornalista, che ha firmato
con lo pseudonimo di Marco Vani, scrisse un articolo in seguito ad un concerto fatto
dalla Banda dell’Esercito Italiano dal titolo “Jazz e Swing, il goffo tentativo della
Banda dell’Esercito Italiano”
in cui non era d’accordo, come molti nell’ambiente
delle Orchestre di fiati maggiormente se istituzionali e rappresentanti di una Autorità
come è l’Esercito Italiano, a eseguire musica Jazz al posto della Musica Classica che
sarebbe d’uopo e conveniente per strutture come quella della Banda dell’Esercito.

Non stiamo qui a sindacare della appropriatezza dei giudizi di Marco Vani come
anche del denominare “mediocre” il 1° flauto della Banda dell’Esercito (ricordiamoci
che dare del “mediocre” è un giudizio soggettivo e quindi non passibile di
diffamazione), ma ciò che vogliamo segnalare è ben altro.

Per questo articolo, il nostro vecchio Direttore (Fabrizio Capecelatro), ricevette ai tempi una telefonata da parte del Direttore della Banda dell’Esercito di allora facente funzione che lo pregò di togliere l’articolo dalla rete per ragioni interne dell’Orchestra. Il Direttore del
giornale di allora, dietro questa gentile ed educata richiesta, sentito il parere
dell’Editore (che peraltro era il famoso Marco Vani) decise di toglierlo dalla rete.
CiSiamo.info pensava di aver chiuso la problematica.

Invece no. In data 11.06.2019 arriva in redazione una mail in cui dalla Polizia di
Stato, compartimento di Polizia Postale del Lazio, arriva un accertamento urgente di
P.G. a firma del responsabile del III° Settore D.T.C. Dr. Maurizio Martini che ci
chiedeva informazioni su quale fosse l’identità dell’autore dell’articolo (che
ripubblichiamo oggi e che lasciamo questa volta in rete) confidando in una celere
risposta all’attenzione del Sov. Vicentini Andrea.


Come era giusto, l’allora Direttore del giornale e l’ Editore, si sono subito adoperati
per rispondere celermente dando nome e cognome dell’autore dell’articolo che
peraltro si prese tutta la responsabilità di esso. L’autore dell’articolo era l’allor
Editore, il Dr. Roberto Masi che si è inoltre preso la responsabilità dell’articolo e che
aveva preso lo pseudonimo proprio perché Editore.

Da quel momento non abbiamo più avuto notizie in merito. Dietro una richiesta del nostro penalista, abbiamo avuto, in data 27.12.2019 la comunicazione in cui il Dr. Roberto Masi non era indagato e che non era aperto nessun fascicolo a suo nome. (vedi copia pubblicata).



Adesso ci domandiamo: come mai il responsabile del III Settore DTC Dr. Martini ed
il Sov. Vicentini Andrea hanno inviato questa richiesta di informazioni? Siamo
convinti della serietà della nostra Polizia Postale e pensiamo che realmente ci sia
stato un Ispettore, un Procuratore o comunque qualcuno che abbia l’Autorità per
chiedere queste informazioni di Polizia alla base di tutto. Ne siamo convinti e, lo
speriamo. In caso contrario non sapremmo cosa pensare.

Redazione CiSiamo
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