Coronavirus, Farnesina: “Per rientro italiani dalla Cina serve ok”

Stefano Verrecchia è intervenuto a Uno Mattina per parlare degli italiani che si trovano ancora in Cina dopo l'allarme causato dal Coronavirus.

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Stefano Verrecchia, capo dell’Unità di crisi della Farnesina, è intervenuto oggi, martedì 28 gennaio, a Uno Mattina per parlare degli italiani che si trovano ancora in Cina dopo l’allarme causato dal Coronavirus. “Sono all’incirca una settantina” e per il loro rimpatrio “stiamo valutando l’idea di un trasferimento aereo che dipende dalle autorizzazioni cinesi”. Poi ha voluto chiarire “attraverso la nostra ambasciata a Pechino, è in contatto continuo” con i nostri connazionali, che “fortunatamente sono in buone condizioni di salute”.

Per il loro trasferimento in Italia, ha ricordato che “inizialmente si era ipotizzato un trasferimento via terra“. Questo però “implica quarantene piuttosto complesse, sia in uscita che in entrata in un’altra eventuale città”. Per questo, ha spiegato Verrecchia, “adesso stiamo valutando anche con altri soggetti che collaborano con noi, l’ospedale Spallanzani, il ministero della Sanità e il centro interforze, un’idea di trasferimento aereo, che è complesso sia un uscita, perché dipende dalle autorizzazione delle autorità cinesi, dall’utilizzo di un aeroporto, sia all’arrivo, perché dovremmo intraprendere una serie di misure”.

Redazione CiSiamo
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