“Qui vive un antifascista”. Beppe Sala risponde sui social alla scritta antisemita di Cuneo

L'episodio scatenante arriva da Mondovì, comune in provincia di Cuneo, dove il 24 gennaio erano comparse scritte antisemite sulla porta di una famiglia partigiana.

Un cartello in risposta all’odio. “Antifa Hier”, letteralmente “qui vive un antifascista”. Così il Primo Cittadino del comune di Milano, Beppe Sala, ha risposto alla scritta antisemita “Juden hier” (“qui vive un ebreo”), comparsa la notte del 24 gennaio sulla porta di Aldo Rolfi, figlio della partigiana Lidia Beccaria Rolfi, a Mondovì, in provincia di Cuneo.

Le parole del Sindaco di Milano hanno rapidamente fatto il giro del web, grazie a Instagram, il social network in cui Sala ha pubblicato lo scatto del cartello. Semplice, ma efficace la didascalia alla foto: “Qui vivo io”.

L’episodio di Mondovì

L’episodio antisemita di Cuneo aveva fatto il giro di tutta Italia, provocando sgomento e indignazione. La famiglia nel mirino, però, non era di origine ebraica. Lidia Beccaria Rolfi era stata deportata nel campo di concentramento nazista di Ravensbrück in quanto partigiana e non per la propria religione. Sopravvissuta alla tragedia dell’Olocausto era rientrata nella sua Mondovì e aveva scritto a proposito della deportazione femminile.

Uno scatto che ha fatto il giro del web

Lo scatto del Sindaco di Milano, che arriva a un giorno dalla Giornata delle Memoria, ha fatto il pieno di like e condivisioni. Oltre mille i commenti social alla foto del cartello. “Signor Sindaco, lei mi fa volare“, si legge online. Tra i re-post anche quello di Sumaya Abdel Qader, scrittrice e consigliera comunale a Milano.

Foto: avvenire.it