Smog, la vera causa non sono le auto ma le nostre case

Auto da sempre accusate di essere tra la prima causa d’inquinamento ma in realtà la metà delle polveri sottili è prodotta da caldaie a legno e pellet.

Contrariamente a quanto si può pensare, il traffico automobilistico non è l’indiziato principale nella causa all’inquinamento, lo è bensì il riscaldamento residenziale. L’utilizzo di combustibili minoritari, come la legna, la carbonella e il pellet, che in questi ultimi anni ha preso particolarmente piede essendo stata indicata come un’energia verde e quindi sovvenzionata, vanno ad incidere per oltre il 90 per certo dell’inquinamento che le nostre abitazioni producono.

Bloccare le auto aiuta davvero a fermare l’inquinamento?

Lo studio di Life PrepAir, progetto della Regione Emilia su co-finanziamento europeo nato nel febbraio 2017, compiuto per trovare una soluzione, in un tempo stimato di sette anni, all’inquinamento dell’intero bacino del Po dà adito a coloro che screditano il blocco delle auto, in quanto ritengono che esso sia solo un provvedimento che va a tamponare e distogliere l’attenzione da un problema molto più ampio e quindi non riducibile né rimediabile tramite una misura del genere.

Il Pm10, uno degli inquinanti più aggressivi, che crea importanti problemi respiratori, trova tra le sue cause principali proprio l’inquinamento abitativo. Il traffico d’auto, ovviamente, offre un contributo importante: i gas di scarico dei veicoli e l’usura di freni e pneumatici producono emissioni di ossidi di azoto e ammoniaca che, in atmosfera, si trasformano in polveri sottili (Pm10).

L’Ispra conferma le cause dell’inquinamento

L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – Ispra, afferma che il 64 per cento delle emissioni di Pm2.5, ovvero le polveri sottilissime, derivano, in buona parte, dalla legna.

Come possiamo combattere l’inquinamento rimanendo al caldo?

Ad oggi non esiste ancora una combustione casalinga ad impatto zero. Ci sono metodi “alternativi” che non hanno risvolti negativi sulla nostra respirazione ma che vanno comunque ad incidere sull’allargamento del buco dell’ozono come ad esempio il metano.

Ciò che dunque possiamo fare è, per il momento, cercare di abbattere il restante inquinamento residenziale che produciamo sfruttando metodi e mezzi ecosostenibili.

Nella vita di tutti giorni scelte banali come differenziare adeguatamente i rifiuti e utilizzare i pannelli solari per avere energia pulita possono permetterci di vivere normalmente seppur nel rispetto dell’ambiente.

Elena Siotti
Sono Elena, ho 22 anni e frequento il terzo anno della facoltà di scienze della comunicazione presso l'Università degli Studi dell'Insubria. Poter scrivere per Ci Siamo.info rappresenta per me un grande traguardo e spero che sia il primo di tanti altri.