Paolo Genovese, lettera del regista ai genitori di Gaia e Camilla

A distanza di qualche giorno dal terribile incidente il regista ha voluto mandare il suo sostegno ai familiari, ma mantenendo riservato il testo della lettera

Paolo Genovese
Il regista Paolo Genovese (Foto: Instagram)

Non è stato certamente un Natale felice quello vissuto dalle famiglie di Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann, le due sedicenni investite in Corso Francia a Roma nella notte del 22 dicembre dal Suv che era guidato da Pietro Genovese, figlio del regista Paolo. La dinamica, ma soprattutto le responsabilità devono ancora essere chiarite con certezza, ma le testimonianze di chi ha assistito a quel terribile impatto non mancano e potrebbero risultare utili per le indagini che si stanno portando avanti. Al momento solo due delle otto persone ascoltate dalla Polizia Municipale sostengono che le due giovani abbiano davvero attraversato sulle strisce.

L’avvocato dei parenti delle due ragazze ci ha però tenuto, proprio nelle ultime ore, a rispondere chi ha definito il loro modo di agire avventato, ma ha anzi voluto ribadire che entrambe si siano mosse solo con il verde.

In questo scenario ha ora voluto inserirsi anche il papà del ragazzo, che finora aveva preferito restare in disparte, pur comprendendo il dolore che chi aveva a cuore le due vittime sta vivendo. Il regista di film come “Perfetti conosciuti” e “Tutta colpa di Freud” ha ora voluto rivolgersi ai genitori delle sedicenni attraverso una lettera aperta inviata a “Il Messaggero”.

Un dolore condiviso

Sopravvivere a un figlio è certamente il dolore più forte che si possa provare, soprattutto se questo avviene in seguito a un incidente improvviso, complice anche un atteggiamento ritenuto incosciente da chi lo ha provocato. Paolo Genovese, pur avendo la possibilità di dare ancora sostegno al figlio, ha voluto però esprimere piena solidarietà alle famiglie delle due vitime investite dal figlio mentre era alla guida solo pochi giorni fa.

Il regista si è sempre mostrato sensibile per l’accaduto, ma anzi si era detto disponibile anche a incontrare i familiari delle due ragazze, ma in modo totalmente riservato, lontano dalle luci dei riflettori.

Come spiega la giornalista Valentina Errante, il regista voleva “spiegare che il lutto riguarda anche la sua famiglia, condividere l’angoscia che l’ha stravolta. Ma ha compreso quanto la scelta di quei genitori di rinviare l’incontro fosse giusta, opportuna, perché lo strazio ha anche misure diverse”.

Il testo della lettera, come indicato dal legale della difesa, non è comunque stato diffuso. Un’ulteriore dimostrazione di quanto Genovese non voglia spettacolarizzare un fatto così grave, ma semplicemente dimostrare di non essere insensibile di fronte a chi si trova nella disperazione e non può certamente affrontare questo periodo di festa con serenità.