Decreto sicurezza, la nuova mossa dei giudici per aggirarlo

Il decreto sicurezza voluto dall'ex Ministro dell'Interno Matteo Salvini è stato in questi giorni "ridimensionato" da una decisione del Tar del Veneto.

Decreto sicurezza
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Il decreto sicurezza voluto dall’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini è stato in questi giorni “ridimensionato” da una decisione del Tar del Veneto. Il tribunale, infatti, come ha riportato Il Giornale, ha dato ragione a un migrante che aveva fatto ricorso. E’ stato sancito il principio secondo cui chi ha ottenuto la protezione umanitaria prima dell’entrata in vigore del decreto sicurezza deve continuare a usufruire dei programmi di accoglienza ed assistenza.

Decreto sicurezza, la nuova mossa dei giudici per aggirarlo

Negli ultimi mesi sono stati infatti diversi i ricorsi contro l’irretroattività del decreto sicurezza. La stessa Cassazione, solo il 14 marzo scorso, ha sancito l’irretroattività della norma. In pratica, dunque, chi ha ottenuto protezione umanitaria prima dell’entrata in vigore del decreto, cioè la stragrande maggior parte, può mantenere lo status di rifugiato.

Ma non è finita. Stando sempre alla sentenza emessa dal Tar del Veneto, chi è titolare di protezione umanitaria deve poter essere ospitato nei Siproimi. Questo anche se appartiene a una categoria oggi abolita e non in grado di accedere più ai meccanismi di assistenza e accoglienza.

A questo punto l’irretroattività del decreto sicurezza è doppia. Chi ha ottenuto la protezione umanitaria prima dell’entrata in vigore della norma continua a essere titolare del diritto e ha anche diritto all’assistenza in una delle nuove strutture.