Bari, Scheletro in ex acciaieria: arrestato dopo 7 anni il presunto colpevole

Le indagini andavano avanti dal 2017, quando la salma fu scoperta da dei ragazzini

Uno spiraglio di luce in una macabra storia: Nel 2017, dei ragazzini avevano rinvenuto in uno scheletro in una ex acciaieria. La salma, di una donna, era stata abbandonata lì da 5 anni. Dopo due anni di indagine il colpevole sembra avere un volto: Ignazio Piumelli, 53enne ex detenuto, e compagno della donna.

La macabra storia dello scheletro in una ex acciaieria

La vittima è Zlezak Malgorzata detta Margherita, 50enne polacca, ex moglie di Piumelli. La donna aveva più volte raccontato di sopprusi.

I rapporti tra i due erano fatti di violenze, vessazioni, totale isolamento della donna, e sono sfociati nell’efferato omicidio. Alcuni testimoni hanno confermato che dopo la scomparsa di Margherita, Piumelli aveva messo in piedi un depistaggio, riferendo che la donna era tornata in Polonia, ed era stato lui stesso ad accompagnarla alla fermata dell’autobus. Dalle captazioni ambientali è emerso che Ignazio insieme a un suo amico aveva bruciato i vestiti di Margherita, e l’ultima compagna di Piumelli, anche lei vittima di vessazioni, ha confessato che una volta lui le avrebbe detto ‘Ti faccio fare la stessa fine di Margherita’. 

Le parole del PM

“Abbiamo dato giustizia a uno di quei morti senza voce, che rischiano di rimanere senza identità». Lo ha detto il procuratore aggiunto di Bari, Alessio Coccioli, commentando l’esito dell’indagine della Squadra Mobile che oggi ha portato all’arresto del pregiudicato Ignazio Piumelli per l’omicidio volontario della cittadina polacca Szlezak Malgorzata, detta Margherita, il cui cadavere scheletrito fu trovato nel maggio 2017 in una fabbrica abbandona a Bari, ma il cui decesso risalirebbe al giugno 2012.
«E’ stata un’indagine invisibile sul mondo degli invisibili», ha detto il pm che ha coordinato le indagini, Gaetano De Bari, sottolineando che «Margherita era una donna dimenticata, nessuno aveva chiesto di lei. Tramite l’Interpol abbiamo fatto indagini anche nel suo Paese dove nessuno, madre e figlio, l’aveva mai reclamata».
Dall’ascolto dei testimoni, non solo amici ‘senzatetto’ della coppia ma anche operatori volontari della Caritas che l’avevano conosciuta, perché i due mangiavano nelle mense dei poveri, emerge la figura di una «donna gentile e molto benvoluta da tutti», che «aveva cercato in più occasioni di sottrarsi alle grinfie del compagno violento».

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.