Bambina morta a Sondrio, i Carabinieri: “Nessun insulto razzista alla mamma “

I carabinieri mettono un punto fermo alla vicenda della bambina morta a sondrio, verso la cui madre, nigeriana, sarebbero stati rivolti insulti razzisti

A mettere un punto fermo nella vicenda della bambina morta a Sondrio, alla cui madre, in ospedale, sarebbero stati rivolti insulti razzisti, sono i carabinieri. I quali, all’AdnKronos, hanno assicurato che l’episodio di razzismo denunciato negli scorsi giorni non sarebbe avvenuto. Infatti, erano presenti solo la giovane madre nigeriana, il marito e i medici che avevano appena comunicato la notizia della morte della piccola di 5 mesi.

I militari hanno fatto sapere che non c’è stata alcuna interazione tra la donna e altri pazienti del pronto soccorso, e che al comando non è stata presentata nessuna denuncia per episodi di razzismo. Certo non possono escludere che invece i commenti ci siano stati, nella sala d’attesa. Ma ad ogni modo, nessuno di questi avrebbe potuto raggiungere la zona dove si trovava la giovane mamma.

Il commento del sindaco sulla vicenda della bambina morta a Sondrio

Il sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini, ha commentato: “La sola cosa da dire e da fare in questi casi è quello di stringersi attorno alla mamma per quello che ha sofferto lasciando fuori tutto il resto”. ‘‘Ieri con diversi ex sindaci ci siamo riuniti proprio per confrontarci su questa vicenda. Siamo di fronte a una tragedia e la nostra comunità è sicuramente vicina a questa mamma. Ma non si può strumentalizzare una vicenda dolorosissima per montare accuse irricevibili rivolte a una comunità che non le merita”, ha detto poi.

Quelle parole, “se qualche imbecille le ha pronunciate appartengono a lui e non sono e non possono essere certo rappresentative della nostra comunità”, ha poi continuato. Ma, ha proseguito il sindaco, ”non si può accettare che a un’intera città siano attribuiti atteggiamenti che poco c’entrano con la realtà. Accuse a una comunità dove per fortuna i problemi legati alla sicurezza e alla qualità della vità sono limitati”. In casi come questi ”dove c’è una morte naturale, ribadisco, ci si deve tutti stringere attorno a una persona che ha subito un fatto che nessun genitore può accettare”.

Redazione CiSiamo
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