Mario Cerciello Rega, rischio di processo per due carabinieri: Hjorth fu bendato

Si è chiuso un filone dell'indagine sulla morte di Mario Cerciello Rega, quello dedicato alla foto di Natale Hjorth bendato

Carabiniere ucciso a Roma
Carabiniere ucciso a Roma (foto AdnKronos)

La procura di Roma ha chiuso le indagini sul filone dell’inchiesta per la morte di Mario Cerciello Rega riguardante la foto scattata in caserma, poco dopo il fermo di Christian Gabriel Natale Hjorth. Il quella foto, il giovane americano accusato dell’omicidio del carabiniere ucciso a Roma a luglio, appariva bendato. E ora i due carabinieri che sono risultati implicati nella vicenda rischiano il processo.

I due però hanno avuto ruoli diversi. Il primo ad essere identificato è stato il carabiniere Fabio Manganaro. Che avrebbe bendato Natale Hjorth e ora è accusato di una misura di rigore che non è consentita dalla legge. Ma le indagini hanno messo in luce anche il ruolo giocato da Silvio Pellegrini per abuso d’ufficio e pubblicazione di immagini di persona privata della libertà. Infatti sarebbe stato lui a scattare e diffondere la foto incriminata.

Il ruolo di Pellegrini

Secondo quanto emerso dalle indagini, Pellegrini avrebbe diffuso la fotografia almeno su “due chat Whatsapp, delle quali una dal titolo ‘Reduci ex Secondigliano’ con 18 partecipanti, dalla quale veniva poi ulteriormente diffusa da terzi ad altri soggetti e chat“. Ciò avrebbe arracato al giovane “un danno ingiusto“. Sempre Pellegrini avrebbe poi dato “specifiche indicazioni sui primi risultati investigativi ottenuti violando quindi i doveri inerenti alle funzioni o al servizio o comunque abusando delle sua qualità”.

La posizione di Sandro Ottaviani

Ma c’è anche un terzo militare che rischia il processo. Si tratta dell’ex comandante della stazione dei carabinieri di piazza Farnese, Sandro Ottaviani. La notte dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega aveva affermato di aver ricevuto la pistola d’ordinanza da Andrea Varriale al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito. Successivamente però è stato accertato che anche Varriale, oltre che Cerciello Rega, era disarmato. Quindi ora ad Ottaviani è contestato il reato di falso.

Redazione CiSiamo
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