Femminicidio, INPS chiede 124mila euro alle orfane: interviene Mattarella

La richiesta dell'INPS di versare 124mila euro, fatta a due orfane di femminicidio minorenni ha fatto intervenire il Presidente Mattarella

Proprio poche settimane dopo l’annuncio che il governo avrebbe sbloccato i fondi per gli orfani di femminicidio, un nuovo, assurdo caso, fa discutere.

Il risarcimento da parte delle orfane di femminicidio

Si tratta di quello di un risarcimento chiesto dall’INPS a due ragazzine di 14 e 12 anni, figlie di Cristina Biagi e Marco Loiola. Le due sono orfane di femminicidio: nel 2013 il padre ucciso Cristina Biagi e poi si suicidò. Prima però ferì gravemente Salvatore Galdiero, che pensava essere l’amante dell’ex moglie. L’uomo rimase invalido ed è a questo che si riferisce la richiesta dell’INPS, secondo cui a pagare le spese per l’invalidità della vittima della follia del padre dovrebbero essere le due ragazzine. E non si tratta di una richiesta dj poco conto: la cartella esattoriale ammonta a 124mila euro.

L’intervento della politica

La richiesta, evidentemente assurda, ha scosso l’attenzione del governo, che si è mosso per chiarire la situazione. In particolare, dopo l’intenzione di Elena Bonetti, Ministro per le Pari opportunità di aprire un tavolo di lavoro con la collega Nunzia Catalfo, si è mosso anche il capo dello Stato. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella infatti ha cominciato a discuteream la questione proprio con il Ministro Catalfo, titolare del dicastero del Lavoro.

Anche Teresa Bellanova ha lanciato su Facebook un appello perché lo Stato intervenga nella vicenda a favore delle due ragazzine. “Come Stato”, scrive, “abbiamo il dovere di proteggere le vittime di femminicidio, non di vessarle”. Poi chiede “L’Inps rinunci al recupero coattivo di quelle somme, troviamo una soluzione a questo crudele paradosso. Quelle due giovanissime donne hanno già pagato un prezzo altissimo”.

La risposta dell’INPS

L’Inps da parte sua ha spiegato che la richiesta mira a “recuperare le somme erogate a un’altra vittima di Marco Lojola”. Ed è “legittima e vincolata, come riconosciuto dallo stesso avvocato della famiglia“. Inoltre, continua l’Inps, “data la particolarità della vicenda sotto il profilo umano, nel 2017 la Sede di Massa Carrara, prima d’inviare una lettera finalizzata ad interrompere la prescrizione, ha avuto cura di contattare i destinatari della lettera, con l’impegno a non attivare per il momento alcuna azione legale per il recupero coattivo”. Nei prossimi giorni, comunque, “la dirigenza e l’avvocatura locale riprenderanno i contatti con l’avvocato della famiglia per individuare una soluzione che contemperi la legalità e la situazione familiare”.

Redazione CiSiamo
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