Bossetti, cambia tutto? Autorizzate nuove analisi del DNA

Importante svolta nella situazione di Massimo Bossetti, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio: autorizzate nuove analisi del DNA

Bossetti
Massimo Bossetti, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio

A pochi giorni dal nono anniversario dalla scomparsa di Yara Gambirasio (il cadavere sarebbe stato ritrovato solamente tre mesi dopo), potrebbe esserci una svolta nella situazione di Massimo Bossetti. Il carpentiere di Mapello, in carcere ormai da cinque anni e condannato in via definitiva all’ergastolo, si è sempre dichiarato innocente, ma la Procura ha sempre rigettato ogni sua richiesta di ripetere l’esame del DNA, ritenuta la prova più pesante a suo carico.

Ora, però, ecco una svolta che potrebbe portare a cambiare la situazione a favore dell’uomo.

La Corte d’Assise di Bergamo ha infatti autorizzato la difesa ad esaminare tutti i reperti d’indagine, ovvero i vestiti che la ragazzina indossava quella tragica sera in cui non ha fatto più ritorno a casa dopo essere uscita per andare in palestra. Tra i reperti da esaminare ci sono slip, leggings, scarpe, giubbotto e i campioni sulla traccia genetica.

Le dichiarazioni del genetista

Proprio tre giorni fa i legali di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, avevano presentato l’istanza per “la ricerca e individuazione di nuovi elementi di prova per l’eventuale giudizio di revisione della sentenza di condanna“. Un’operazione a cui erano al lavoro ormai da qualche mese, ma che ha subito un’accelerata proprio recentemente dopo che Fabio Casari, uno dei genetisti che ha esaminato il DNA, aveva confessato ai microfoni di Oggi che i reperti “sono ancora disponibili e conservati al San Raffaele di Milano“.

Più volte i legali dell’uomo avevano sottolineato quanto questo materiale sia stato già esaminato durante le indagini preliminari, ma “senza contraddittorio tra le parti“.

Lo scenario può davvero cambiare?

A differenza di quanto emerso in passato, la difesa ritiene che ora possano esserci davvero novità importanti nel destino di Bossetti.

L’evoluzione delle tecniche di accertamento nel corso del decennio trascorso – argomentano i legali – consente di fornire risposte, all’epoca degli accertamenti, non ancora possibili“.

Questo potrebbe essere effettivamente possibile grazie a “nuove tecniche” e “l’impiego di nuovi metodi aventi come scopo il sequenziamento massivo e rapido del dna ai fini forensi identificativi”.

A esprimere soddisfazione per la decisione della Procura è l’avvocato Claudio Salvagni: “Sono molto soddisfatto, credo che sia il primo passo verso un percorso che porta alla revisione del processo e all’assoluzione di Massimo Bossetti. Per la prima volta c’è un atto con cui la corte d’Assise di Bergamo ci autorizza ad analizzare reperti e Dna. E una strada ancora decisamente lunga, ma è importante aver invertito la rotta“.

A breve anche l’uomo sarà informato della svolta tanto attesa: “Non ho ancora informato Massimo di questa svolta, andrò domani in carcere a Bollate. Di tutti gli elementi a cui per la prima volta c’è stato consentito l’accesso sono convinto che l’elemento centrale resta il Dna: è quello che ha portato dietro le sbarre Massimo e sarà quello che lo tirerà fuori” – ha concluso Salvagni.