Ponti a rischio in Italia: quanti e quali sono

Secondo un'inchiesta della Procura di Genova, i ponti a rischio in Italia sarebbero 20, di cui la maggior parte tra Liguria e Piemonte

Ponti a Rischio in Italia
Ponti a Rischio in Italia

La tragedia del Ponte Morandi, e poi quella sfiorata con il crollo del viadotto sulla Torino Savona hanno riacceso i riflettori sui ponti a rischio in Italia. E non si tratta di numeri bassi. Secondo un’inchiesta della Procura, i ponti a rischio in tutto il Paese sarebbero 20.

Come spiega Repubblica, la maggior parte dei viadotti pericolosi si trova tra Liguria e Piemonte, dove sono 18. Tra questi, ci sono il Pecetti e il Fado, che sono chiusi dal 25 novembre. Gli ultimi due sono il Paolillo, sulla Napoli-Canosa di Puglia e il Moro, sulla Bologna-Taranto all’altezza di Pescara. Proprio per questo fa discutere la valutazione Aspi di ottobre sulla pericolosità dei viadotti. In questa valutazione infatti il Pecetti e il Fado sono classificati come a basso rischio, con un voto di 50. Ma secondo l’analisi della Procura di Genova sarebbero invece da “classificare a 70, cioè con un pericolo elevato”, spiega il Procuratore Cozzi.

Quali sono i ponti a rischio in Italia

Oltre al Pecetti, Fado, Paolillo e Moro, altri 16 viadotti sono sorvegliati speciali dalla magistratura. Si tratta del Vegnina, sull’A26, che è passato da un voto di 50 a 60, il Coppetta sull’A7, che da 50 è passato a 70 e il Ponticello ad Archi della A10, da n50 a 70. Ancora, la sottovia Schiantapetto della A10, che passa da 50 a 60, il viadotto Biscione sulla A26, da 50 a 60, il ponte Scrivia sulla A7, da 50 a 70 e il Ponte Statale del Monferrato sulla A26, passato da 50 a 60. E poi il Rocce Nere della A26, rimasto a 50, il Bormida sulla A26 passato a 70 e lo Stura 5 sempre della A26, a 50. In ultimo, sulla A12, ci sono il Veilino, il Bisagno e il Sori, sulla A7 il Busalla e il Coppetta,che ha voto 70, e sulla A26 il Gargassa.

Revoca vicina per Autostrade

Intanto, la revoca per Autostrade sembra essere vicina, come ha fatto sapere il premier Conte. Il quale ha sottolineato che l’iter per la revoca della concessione ad Atlantia “non si è mai interrotto”. “Da quando è stata contestata ad Aspi, in oggettivo inadempimento dovuto al crollo del Ponte Morandi, quella procedura è andata avanti”, ha sottolineato il premier.

Redazione CiSiamo
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