Papa: “Non seguire chi diffonde allarmismi e alimenta la paura”

Papa Francesco
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Papa Francesco, durante l’omelia della messa nella basilica di San Pietro, ha lanciato un monito: i cristiani non seguano chi lancia allarmi e diffonde la paura nei confronti degli altri. “Non va seguito – spiega – chi diffonde allarmismi e alimenta la paura dell’altro e del futuro. Perché la paura paralizza il cuore e la mente. Eppure quante volte ci lasciamo sedurre dalla fretta di voler sapere tutto e subito, dal prurito della curiosità, dall’ultima notizia eclatante o scandalosa, dai racconti torbidi, dalle urla di chi grida più forte e più arrabbiato, da chi dice ‘ora o mai più’. Ma questo non viene da Dio”.

E ancora: “Se ci affanniamo per il ‘subito’ dimentichiamo quel che rimane per sempre: inseguiamo le nuvole che passano e perdiamo di vista il cielo. Come è vero oggi!”.

Papa: “Non seguire chi diffonde allarmismi e alimenta la paura”

Papa Francesco denuncia poi il divario tra ricchi e poveri che sta aumentando. “Nella smania di correre, di conquistare tutto e subito, dà fastidio chi rimane indietro ed è giudicato scarto. Quanti anziani, nascituri, persone disabili, poveri, vengono ritenuti inutili! Si va di fretta, senza preoccuparci che le distanze aumentano, che la bramosia di pochi accresce la povertà di molti. Perseveranza è andare avanti ogni giorno, con gli occhi fissi su quello che non passa: il Signore e il prossimo. Chiediamo per ciascuno di noi e per noi come Chiesa di perseverare nel bene, di non perdere di vista ciò che conta”.

“La tentazione dell’io è un inganno, il cristiano non è un discepolo dell’io ma del tu – conclude – non segue, cioè, le sirene dei suoi capricci ma il richiamo dell’amore, la voce di Gesù. Non basta l’etichetta ‘cristiano’ o ‘cattolico’ per essere di Cristo, bisogna parlare la stessa lingua di Gesù, quella dell’amore, la lingua del tu. Parla la lingua di Gesù non chi dice ‘io’ ma chi esce dal proprio io”. Eppure, lamenta, “quante volte, anche nel fare il bene, regna l’ipocrisia dell’io: faccio del bene ma per essere ritenuto bravo, dono ma per ricevere a mia volta, aiuto ma per attirarmi l’amicizia di quella persona importante…”.

Redazione CiSiamo
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