Altamura, colpo al clan mafioso D’Abramo – Sforza: 53 arresti

Tra le varie accuse ci sono estorsioni e delitti

All’alba di stamane2, grazie a una perfetta operazione dei carabinieri, il Clan mafioso D’Abramo – Sforza è stato smantellato con 53 arresti – 49 in carcere e 4 domiciliari – e altri 4 hanno ricevuto l’ordine di firma. L’operazione ha coinvolto i comuni di Bari, Altamura (BA), Foggia, Cerignola (FG), Matera (MT), Lecce (LE) e Roma. Le accuse sono di associazione di tipo mafioso armata, detenzione e porto di armi, anche da guerra, traffico di sostanze stupefacenti,omicidio, tentato omicidio, estorsione, turbativa d’asta. Inoltre sono scattati sequestri per immobili (4), un’attività commerciale, auto e droga. Il Clan mafioso D’Abramo – Sforza è stato smantellato in tutte le sue componenti principali.

Operazione Nemesi

L’operazione “Nemesi” è scattata nel 2017 ed ha permesso:

–   documentare l’operatività dell’organizzazione criminale facente capo a Michele D’Abramo e Giovanni Sforza – legata al clan Parisi di Bari – attiva nel territorio di Altamura, e impegnata in traffico di stupefacenti, reati contro il patrimonio (estorsioni), contro la persona (omicidi e tentati omicidi), in materia di armi, e contro la Pubblica Amministrazione (turbata libertà degli incanti);

–   sequestrare notevoli quantitativi di droga nella disponibilità del sodalizio, che si riforniva dal clan Parisi-Palermiti di Bari e da Cerignola;

–   disporre il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 4 appartamenti e di due autovetture, sulla base dell’accertata sproporzione tra i redditi dichiarati ed il tenore di vita dei nuclei familiari di D’Abramo, Sforza – capi cosca – e dei loro luogotenenti Pasquale Sciannanteno e Luigi Sforza;

L’indagine ha infine consentito di identificare i mandanti e gli esecutori materiali dell’omicidio e della soppressione del cadavere di Angelo Popolizio,  scomparso ad Altamura il nel 2014, di due tentativi di omicidio, strategici per la conquista violenta del territorio da parte della nuova compagine criminale.

Nell’ambito dell’inchiesta è emerso, altresì, come un imprenditore edile altamurano, responsabile della ditta incaricata dell’esecuzione dei lavori di costruzione del centro di ristorazione sociale per persone disagiate a Gioia del Colle (BA) – danneggiato, nel 2016, da un incendio doloso a pochi giorni dalla sua inaugurazione – e successivamente impegnato con la sua impresa nella realizzazione di alloggi di edilizia popolare a Grumo Appula (BA), fosse rimasto vittima – in entrambi i casi – di estorsioni (non denunciate) da parte della criminalità locale, e costretto ad assumere personale per ottenere la ‘protezione’. Inoltre, lo stesso si è reso responsabile della corruzione di un funzionario amministrativo già in servizio presso la Regione Puglia, per accelerare l’emissione dei mandati di pagamento.

Redazione CiSiamo
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