Figlio di una vittima di Nassiriya: “Zanotelli prega e non dire sciocchezze”

Marco Intravaia, figlio di Domenico, uno dei brigadieri uccisi nell'attentato di Nassiriya il 12 novembre 2003, ha replicato a padre Zaontelli.

Padre Zanotelli contro Salvini
Padre Zanotelli contro Salvini

Marco Intravaia, figlio di Domenico, uno dei brigadieri uccisi nell’attentato di Nassiriya il 12 novembre 2003, ha replicato a padre Zaontelli. Quest’ultimo aveva infatti dichiarato che i militari morti nell’attacco non sono dei martiri. “Ricordo al reverendo Zanotelli il significato della parola ‘martirio’: il sacrificio della vita accettato in nome della fede – replica Marco all’Adnkronos -. Mio padre sapeva che sarebbe morto di lì a poco e ha immolato la propria vita in nome dell’Italia e della sua difesa, fedele fino all’estremo sacrificio al giuramento prestato alla Repubblica“.

Figlio di una vittima di Nassiriya: “Zanotelli prega e non dire sciocchezze”

Padre Alex Zanotelli farebbe bene a recitare delle preghiere per l’anima di mio padre e dei sui commilitoni – continua Marco – piuttosto che dire sciocchezze e offendere la memoria dei nostri caduti e l’impegno delle nostre forze armate nei teatri operativi”.

Solo l’altro ieri, lunedì 10 novembre, il figlio del brigadiere ucciso, prima del sedicesimo anniversario della strage e dopo il nuovo attacco in Iraq, aveva spiegato: Non può che riaprire una ferita, mai rimarginata. Per me e la mia famiglia, è un dolore che si rinnova ogni volta che si verificano attentati contro i nostri militari o incidenti che li vedono coinvolti. Mio padre ha combattuto il terrorismo islamico con coraggio. Resta per noi un grande uomo che, dinnanzi alla morte annunciata, con dedizione e coraggio ha onorato la divisa che indossava, donando, senza alcuna esitazione, il bene più grande: la sua vita”.

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.