Attentato di Nassiriya: a 16 anni di distanza si poteva ripetere la strage

l 12 novembre 2003, alle ore 10.40 del mattino (le 8.40 in Italia), l'Italia si svegliò scoprendo di essere in guerra, scoprendo che 12 Carabinieri, 5 militari dell'Esercito, un cooperatore internazionale e un regista erano morti a Nassiriya in seguito a un attentato.

Attentato a Nassiriya
Attentato a Nassiriya

Il 12 novembre 2003, alle ore 10.40 del mattino (le 8.40 in Italia), l’Italia si svegliò scoprendo di essere in guerra, scoprendo che 12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito, un cooperatore internazionale e un regista erano morti a Nassiriya in seguito a un attentato. Nella strage morirono anche 9 iracheni e ci furono 58 feriti. Domenica 10 novembre 2019, a 16 anni e mezzo dalla fine “ufficiale” del conflitto in Iraq, l’Italia ha rischiato di piangere altri militari coinvolti in un altro attentato. Domenica, a 16 anni da Nassiriya, altri 5 militari sono rimasti feriti. Tre sono gravi, uno ha perso una gamba e uno un piede.

Attentato di Nassiriya: a 16 anni di distanza si poteva ripetere la strage

Difficile sapere se l’attacco di pochi giorni fa sia da mettere in correlazione con l’attentato di Nassiriya. Certo che rimane una brutta coincidenza, che risveglia in noi italiani ancora un più brutto ricordo. E che in ogni caso sta a significare che la pacificazione del territorio è ancora lontana.

Le nostre forze, nel 2003, erano in Iraq “per contribuire alla rinascita del Paese” con l’operazione denominata Antica Babilonia. La missione aveva tanti obbiettivi: il mantenimento dell’ordine pubblico, l’addestramento delle forze di polizia del posto, la gestione dell’aeroporto e gli aiuti da portare alla popolazione.

Il Comando dell’Italian Joint Task Force è a 7 chilometri da Nassiriya, nella base White Horse. Il Reggimento Msu/Iraq, occupava due postazioni: base “Maestrale” e base “Libeccio”. Le due postazioni erano separate da un centinaio di metri. Quel 12 novembre era iniziato come tutti gli altri, ma proseguì nel peggiore dei modi. Verso la base “Maestrale”, infatti, si stava dirigendo, a tutta velocità, un camion cisterna blu carico di esplosivo: dai 150 ai 300 chili di tritolo mescolati a liquido infiammabile.

La strage

Il mezzo viene subito notato da Andrea Filippa, Carabiniere di guardia all’ingresso. Senza esitare spara e uccide due kamikaze. Riuscì a evitare l’esplosione del camion all’interno della base, evitando una tragedia ancora più grande. Tuttavia, la deflagrazione fece saltare il deposito delle munizioni, provocando con un terribile effetto domino. Fu così che per i nostri militari cominciò l’inferno. Assieme a Filippa morirono i colleghi Massimiliano Bruno, Giovanni Cavallaro, Giuseppe Coletta, Enzo Fregosi, Daniele Ghione, Horacio Majorana, Ivan Ghitti, Domenico Intravaia, Filippo Merlino, Alfio Ragazzi e Alfonso Trincone.

Persero inoltre la vita anche i militari dell’Esercito Massimo Ficuciello, Silvio Olla, Alessandro Carrisi, Emanuele Ferrero e Pietro Petrucci, che scortavano la troupe di Stefano Rolla e il cooperatore Marco Beci.

“Il nostro Ground Zero”

Le immagini che iniziarono a riportare tutti i giornali erano terrificanti. Al posto del parcheggio della base c’era un grande cratere, e tutto intorno c’erano solo macerie. “Quel cratere è il nostro Ground Zero”, commentò l’allora ministro della Difesa, Antonio Martino. “E’ come se avessi perso i miei figli”, dichiarò invece comandante generale dell’Arma, Guido Bellini, che poi con orgoglio disse “non uno dei nostri ha chiesto di rientrare. Anzi, abbiamo un elenco lungo così di richieste per partire”.

Lo choc, come ricorda La Repubblica, fu immenso. I funerali di Stato verranno celebrati il 18, nella Basilica di San Paolo fuori le mura, a Roma. Quel giorno si era radunata una folla oceanica. Ma quando i feretri verranno portati in chiesa scortati dai corazzieri a cavallo, il silenzio era totale. Si sentì solo il rumore del leggero vento che scuoteva i tricolori italiani appesi a ogni finestra sul percorso che dalla chiesa portava al cimitero.

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.