Omicidio Luca Sacchi: accertati dai tabulati telefonici contatti tra i killer e la mafia

I tabulati telefonici dei cellulari dei killer dell'omicidio di Luca sacchi hanno messo in luce i contatti intrattenuti con persone indagate per mafia

Funerali Luca Sacchi
Funerali Luca Sacchi

Nuovi elementi nel caso dell’omicidio di Luca Sacchi, il giovane ucciso il 23 ottobre a Roma, forse per una questione di droga. I tabulati telefonici dei due killer hanno messo in luce i contatti che i due avrebbero avuto con persone che sono indagate per mafia.

Come spiega Il Messaggero, i tabulati telefonici sono di fondamentale importanza per le indagini. Infatti, le informazioni che si possono ricavare sono molte: dalla zona in cui erano presenti i cellulari agli orari e numeri delle chiamate. In questo modo, si possono circoscrivere i protagonisti della vicenda, che poi verranno interrogati.

La testimonianza sull’auto usata per l’omicidio di Luca Sacchi

Oltre ai tabulati telefonici, alcune novità riguardano anche l’auto che Valerio Del Grosso e Paolo Pirino hanno usato il giorno dell’omicidio. Emerge infatti la testimonianza di un impiegato di una ditta di noleggio nella zona dove Pirino abita con la famiglia. Pare che meno di 24 ore dopo l’omicidio, Pirino sia andato a farsi cambiare l’auto che stava usando con una scusa.

Il Messaggero riporta la dichiarazione del giovane: “Da 15 giorni continua l’impiegato Pirino aveva una Smart For Four che gli avevamo dato come auto di cortesia quando aveva portato qui la Classe A della madre per una riparazione. È venuto alle 14, ha detto che la vettura aveva un problema con il sistema start&stop e ha chiesto di cambiarla. Si è comportato in modo educato. A pensarci ora, la sua tranquillità era spaventosa”“Avevo acceso la macchina e a me ricorda l’impiegato della società di noleggio risultava tutto regolare. Noi abbiamo proceduto alla sostituzione, anche perché la sua famiglia è nostra cliente”, ha raccontato l’impiegato. 

Ma poi, racconta anche di aver notato un danno al paraurti anteriore, che era stato fatto nella fuga dopo l’omicidio. “Io gliel’ho fatto notare e gli ho detto che in caso di incidente doveva portarmi il modulo Cid conclude Alessio ma lui ha detto che l’aveva ritrovata in queste condizioni sotto la sua abitazione. Dal momento che le auto di cortesia hanno un’assicurazione Casco, non abbiamo dovuto chiedergli il risarcimento danni”, conclude l’impiegato.

Redazione CiSiamo
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