Facebook censura il Primato Nazionale, dov’è la libertà di stampa?

Oggi, giovedì 31 ottobre, intorno alle 9 del mattino, la censura di Facebook si è abbattuta sul Primato Nazionale, giornale ritenuto "fascista".

Facebook censura il Primato Nazionale
Facebook censura il Primato Nazionale

Oggi, giovedì 31 ottobre, intorno alle 9 del mattino, la censura di Facebook si è abbattuta sul Primato Nazionale, giornale ritenuto “fascista”. Dunque, Facebook, dopo aver eliminato i profili di esponenti di CasaPound o di Forza Nuova (assieme a tutte la pagine dei suddetti partiti), adesso elimina anche i giornali. Il motivo? Facebook li ha giudicati “fascisti”. E il suo giudizio è legge, evidentemente.

Facebook censura il Primato Nazionale

Ora, chiariamo subito, Il Primato Nazionale viene letto, solitamente, da esponenti di destra, estrema o più moderata che sia. D’altra parte il nome completo della testata è “Il Primato Nazionale, quotidiano sovranista italiano. Dunque, già dal nome, si capiva perfettamente a quale pubblico aspirava.

Tuttavia il Primato rimane pur sempre una testata registrata, esattamente come CasaPound e Forza Nuova erano partiti che potevano (e lo faranno anche in futuro) presentarsi regolarmente alle elezioni, perché così aveva deciso, a suo tempo, chi aveva il compito (per legge) di decidere. Dunque ci chiediamo: è giusto che un giornale o un partito venga censurato da Facebook? Perché Facebook può decidere chi ha diritto di parola e chi no?

Certo, il popolare social non è un servizio pubblico, è una multinazionale privata. Quindi sì, tecnicamente, può fare un po’ quello che vuole. Però, se Facebook accetta che un partito, un politico o un giornale di un determinato Paese possa pubblicare materiale sulla propria piattaforma, allora deve accettare che tutti i partiti, che tutti i politici e che tutti i giornali lo possano fare. Vi immaginate cosa sarebbe successo se Silvio Berlusconi sui canali Mediaset avesse accettato solo programmi e persone in linea con il suo Partito? Io sì, sarebbe stato accusato di essere fascista, ma guarda un po’.

Dov’è la libertà di stampa?

“Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò il tuo diritto a dirlo”, è la frase che viene solitamente attribuita allo scrittore Voltaire, ma è che in realtà sarebbe stata usata per la prima volta da Evelyn Beatrice Hall, saggista conosciuta con lo pseudonimo di Stephen G. Tallentyre, nonché autrice di una biografia proprio sul filosofo. Questo principio, a prescindere da chi lo abbia detto, rimane: in democrazia chiunque può esprimere la propria opinione, a parola o su carta. E, d’altro canto, chiunque può controbattere dicendo che quell’opinione è una cavolata. Questa è la democrazia, che se ne dica. Questa è la libertà di stampa, che piaccia o meno.

C’è solo un limite: non si può dire e non si può scrivere qualcosa che possa fare, direttamente o indirettamente, del male ad altri. Non si può dire che una persona è inferiore o che ha meno diritti rispetto a un’altra. Però si può scrivere, per esempio, “Italia agli italiani”, frase tanto amata dai sovranisti e dai lettori tipo del Primato Nazionale. Questo concetto, per quanto contestabile, non è fascista. La censura arbitraria dei pensieri espressi da chi la pensa diversamente dall’idea dominante, al contrario, sì, è fascismo, o quantomeno ci si avvicina molto a quel concetto lì.

Facebook Censura il Primato Nazionale, serve a sconfiggere i “fascisti”?

Comunque, non c’è dubbio. Facebook ha agito “in buona fede”. Infatti, il social rimane una realtà molto democratica. Semplicemente sta avendo paura del crescente odio che viene espresso dal popolo della rete (sia da quello “fascista”, sia da quello “antifascista”, a dire la verità) e ha adottato le proprie contromisure.

La domanda però rimane. Censurare un fascista, ammesso e non concesso che Il Primato Nazionale sia effettivamente un giornale fascista, può contribuire a eliminare il fascismo? La mia risposta, ma posso sbagliarmi, e no. Censurare un fascista non lo elimina, al massimo si limita (ma non si annulla) la sua capacità di riproduzione. Il fascista rimane nella società, come un germe latente che aspetta che il suo ospite si indebolisca per esplodere.

Per eliminare un fascista, bisogna contraddirlo, bisogna controbattere le sue argomentazioni. In pratica, quando qualcuno con il braccio alzato dice per esempio che “quando c’era Lui i treni arrivavano in orario”, bisogna dire “no, non è vero”. I treni in Italia, infatti, sono sempre arrivati in ritardo, anche quando “c’era lui“, e ci sono centinaia di documenti che lo provano.

Ed è proprio qui che sta il punto. Attualmente, chi sta combattendo contro i fascisti, non è in grado di rispondergli adeguatamente. Quindi, per paura, si rifugia o si appella alla censura. Ma se non sappiamo più rispondere adeguatamente a un fascista, se non sappiamo confutarlo, allora abbiamo già perso, e sarà solo colpa nostra.

Pubblicità gratuita

Infine bisogna considerare un ultimo punto della questione. In quanti conoscevano Il Primato Nazionale prima di oggi? Pochi, secondo me. La pagina in questione, infatti, aveva poco più di 80 mila iscritti. Fanpage, per fare un paragone – ingiusto, ma chissenefrega – ne ha più di 8 milioni.

Ora, dunque, almeno per un giorno, tutti sentiranno parlare del Primato Nazionale, che riceverà una enorme pubblicità gratuita. Inoltre, molti arriveranno a pensare che questo giornale in qualche modo sia una vittima, un martire. Quindi che dire, la decisione di Facebook rappresenta un fallimento su tutta la linea.

Redazione CiSiamo
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