Omicidio Luca Sacchi, parla il padre: “Mio figlio era un ragazzo pulito”

E' passata una settimana dall'omicidio di Luca Sacchi, il 24enne ucciso a Roma con un colpo di pistola alla testa davanti alla fidanzata. Parla la famiglia.

Funerali Luca Sacchi
Funerali Luca Sacchi

E’ passata una settimana dall’omicidio di Luca Sacchi, il 24enne ucciso a Roma con un colpo di pistola alla testa davanti alla fidanzata. Mentre le ombre su quest’ultima si intensificano, interviene la famiglia del giovane. “Ad oggi non è ancora stato dato il nulla osta per i funerali di Luca”. Però “abbiamo deciso di incontrare i giornalisti per correggere il tiro sulla dinamica della vicenda e chiarire alcuni aspetti raccontati in modo non corretto”. Queste le parole, riportate della Adnkronos, dell’avvocato Paolo Salice, legale della famiglia Sacchi

Omicidio Luca Sacchi, parla il padre

Poi è iniziata la conferenza stampa, dove ha parlato Alfonso Sacchi, il padre di Luca: “Voglio che comprendiate la mia difficoltà nel venire qui. Mia moglie non ce l‘ha fatta, perché è devastata, ma mio figlio mi sta dando questo coraggio. Luca mi ha dato la forza, oggi, di essere qui. Mio figlio era un figlio stupendo. Sempre col sorriso, pronto allo scherzo. ‘Oh pa’, facciamo questo, facciamo quest’altro’ mi diceva. Aveva tanta voglia di vivere, lo sport era nel suo sangue fin da piccolo. Il calcio, la palestra, le moto: questo era mio figlio. Oggi ho indossato le sue mutande per prendere coraggio, porto con me i suoi occhiali da sole e dormo col suo pigiama. ‘Luca, dammi coraggio’ gli ho detto. Se c’era da aiutare qualcuno lo aiutava, perfino se vedeva un gattino in strada rientrava per prendergli qualcosa da mangiare. Era un ragazzo pulito, si vedeva anche dal viso.

Infine, comprensibilmente, il padre del giovane scoppia a piangere: “Luca vedeva tutti buoni, io gli dicevo di stare attento, di non fidarsi, di guadare anche il fratello più piccolo, Federico. Non so cosa sia successo. Forse si fidava troppo dell’altra gente. Ma era all’oscuro di tutto questo retroscena, d’altronde non aveva bisogno di soldi, io ho un ristorante e per qualsiasi sua necessità chiedeva a me e a sua madre. Mi fidavo ciecamente di Luca. Era un ragazzo cristallino”.

Redazione CiSiamo
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