Processo Ruby, Chiara piange in Aula: “Bunga bunga mi ha rovinato la vita”

Chiara Danese torna in aula per testimoniare nel processo Ruby ter in corso a Milano. Ha raccontato come una sola cena ad Arcore le abbia rovinato la vita.

Processo Ruby ter, parla Chiara Danese
Processo Ruby ter, parla Chiara Danese

Chiara Danese torna in aula per testimoniare nel processo Ruby ter in corso a Milano. La ragazza avrebbe partecipato a una sola serata ad Arcore, andandosene anche via presto. Tuttavia ha svelato alcuni dettagli importanti di quanto accadeva nelle cosiddette “cene eleganti”. La notizia è stata data dall’Adnkronos.

“Il ‘bunga bunga’ “mi ha rovinato la vita perché la gente si è fatta un’idea basandosi sui giornali e io vengo considerata una escort – ha detto Chiara Danese -. Sono stata vittima di bullismo, per un lungo periodo non uscivo di casa, sono andata in depressione, ho sofferto anche di anoressia. E’ stato difficile, ho sofferto tanto e ora sono in cura, prendo dei farmaci per affrontare la situazione”.

Processo Ruby, parla Chiara Danese

Dopo nove anni sto lottando perché la gente mi ha messo un’etichetta che è difficile da togliere – ha continuato Chiara, parte civile nel processo Ruby ter, commuovendosi in Aula -. Vivendo in una piccola realtà anche fare la cameriera per me è stata dura. Adesso ho ricominciato a studiare per avere un mestiere, ma sto facendo fatica. La mia famiglia mi aiuta economicamente e mi supportano tantissimo, adesso vedo un po’ la luce”.

Poi la ragazza parla dell’incontro con Silvio Berlusconi. “Non lo conoscevo. Avevo 18 anni e per me erano più famosi Emilio Fede e le ragazze di Colorado. C’erano a cena la Polanco, le gemelle De Vivo. Mi sentivo un po’ importante quella sera. Berlusconi portava un vassoio con degli anelli diversi, alcuni con sopra dei fiori altri con pietre colorate“.

“Berlusconi era davanti a noi. Fede era in mezzo a me ed Ambra, durante la cena Berlusconi cantava, raccontava barzellette, le ragazze ridevano e scherzavano con lui. Io non ridevo perché la maggior parte erano sconce, Fede mi dava delle pacche per farmi ridere. Noi eravamo le ospiti quella sera e cercavano di coinvolgerci. C’erano delle canzoni dedicate a lui come ‘meno male che Silvio c’è’. L’ultima barzelletta era sul ‘bunga bunga'”.

“Ho iniziato a preoccuparmi”

Poi in tavola è arrivata la statua di Priapo “con il fallo che si muoveva. Le ragazze simulano il rapporto orale. Io ho iniziato un po’ a spaventarmi e mi sono preoccupata. Ho chiesto una camomilla perché non mi sentivo bene dall’agitazione, dalla paura. In tutte le cose sono sempre stata accompagnata da mia madre e lì ero sola. Berlusconi baciava in bocca le ragazze, lo chiamavano papi, io l’ho considerato volgare”.

Infine, dopo la cena siamo andati “in una sala con luci blu e rosse, con un palo al centro e dei divanetti bianchi intorno al palo, da una parte c’era il deejay. Iniziarono a entrare ragazze vestite da infermierina le stesse che erano a tavola, a ballare in modo provocante anche lì sembrava che erano tutto normale. Erano tutti balletti erotici, poi arriva il balletto di Nicole Minetti è vestita e balla in modo provocante, poi rimase solo con i sandali, nuda. Si fece baciare il seno da Fede e Berlusconi”.

Redazione CiSiamo
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