Frode nell’accoglienza migranti, con i soldi pubblici si sono fatti le ville

La Guardia di finanza e la Polizia di Frosinone hanno scoperto una frode ai danni dello Stato nell'accoglienza dei migranti.

La Guardia di Finanza e la Polizia di Frosinone hanno scoperto una frode ai danni dello Stato nell’accoglienza dei migranti. L’indagine si era estesa fino a tre regioni e ha portato alla denuncia di 25 persone, tra cui il Sindaco di Sant’Agapito (Isernia), un suo collaboratore e due ex Sindaci di Rocca d’Evandro e di San Giorgio a Liri. Come riporta il Corriere della Sera, il Gip del Tribunale di Cassino ha emesso un’ordinanza di applicazione di undici misure cautelari personali.

Frode nell’accoglienza migranti

Sono 5 le provincie coinvolte nelle indagini e nell’operazione “Welcom to Italy“. Sono state interessate le province di Latina, Rieti, Caserta e Isernia, oltre a quella di Frosinone. Le Forze dell’Ordine hanno portato alla luce un articolato sistema di frode che ha portato due organizzazioni ad appropriarsi indebitamente di fondi pubblici. Il tutto, spiegano dalla procura di Cassino che ha condotto l’inchiesta, anche grazie alla corruzione di pubblici ufficiali preposti ai controlli e sindaci.

Gli imputati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione di dipendenti pubblici o incaricati di un pubblico servizio. Sono accusati però anche di frode in pubbliche forniture, abuso d’ufficio, malversazione ai danni dello Stato, emissione e utilizzo di fatture false.

I fondi destinati ai migranti

Gli indagati avrebbero utilizzato in alcuni casi i soldi pubblici per la ristrutturazione delle proprie abitazioni. In un caso una delle cooperative coinvolte aveva speso soldi per la creazione di un campo da tennis privato per uno dei suoi dirigenti. In un altro caso ancora i soldi erano stati spesi per l’organizzazione di una festa per il diciottesimo compleanno del figlio di uno dei responsabili delle strutture di accoglienza. Altri fondi erano stati spesi “per la realizzazione di una manifestazione finalizzata all’integrazione dei migranti ospiti”.

Pochi i soldi che finivano effettivamente ai migranti. Alcuni sopralluoghi hanno riscontrato situazioni drammatiche nelle strutture. Gli inquirenti hanno riscontrato infatti “luoghi altamente fatiscenti con ambienti sporchi e blatte all’interno delle cucine“.

Inoltre, le cooperative, nemmeno fossero state bande criminali, avevano addirittura siglato una sorta di patto “di non concorrenza” tra di loro. Questo al fine di “spartirsi al meglio il territorio”.

Redazione CiSiamo
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