Mafia Capitale, arriva la Sentenza della Cassazione: “Non è mafia”

È attesa per oggi pomeriggio, martedì 22 ottobre, la sentenza della Cassazione sul procedimento soprannominato Mafia Capitale.

Processo Mafia capitale
Processo Mafia capitale

Era attesa per oggi pomeriggio, martedì 22 ottobre, la sentenza della Cassazione sul procedimento soprannominato Mafia Capitale. Come riporta La Repubblica, la procura ha chiesto la conferma delle condanne di Appello, che riconobbero per Salvatore Buzzi, Massimo Carminati e i loro collaboratori le accuse di mafia. Gli imputati sono 32, giudicati dalla sesta sezione penale della Cassazione. 17 di questi hanno condanne per reati di mafia. La pubblica accusa chiede la conferma per tutti. L’unica eccezione è per il caso del benzinaio di corso Francia, Roberto Lacopo, condannato a 8 anni in appello. Per Lacopo si chiede un nuovo processo.

Mafia Capitale, arriva la Sentenza delle Cassazione

La procura generale generale chiede la conferma della pena per Franco Panzironi, ex amministratore delegato di Ama. Chiede però che la stessa pena venga riqualificata la condotta, da ‘concorso esterno’ alla ‘partecipazione’ nell’associazione mafiosa.

La sentenza di appello dell’11 settembre 2018, ricorda ancora Repubblica, aveva ribaltato il primo grado che non aveva riconosciuto le accuse di mafia. Salvatore Buzzi e Massimo Carminati e altre 16 persone, una delle quali morta di recente, sono state riconosciute colpevoli di reati di mafia. L’imprenditore è stato condannato a 18 anni e quattro mesi. L’ex nar a 14 anni e mezzo. L’ammontare complessivo delle pene per i 43 imputati, otto dei quali assolti, aveva raggiunto quasi i 200 anni di carcere.

Il pg Luigi Birritteri, nella requisitoria, aveva sottolineato come il gruppo dell’ex nar e del re delle cooperative romane abbia “tutte le caratteristiche dell’associazione mafiosa e rientri perfettamente nel paradigma del 416 bis”.

Carminati, Buzzi e i loro collaboratori si muovevano “con un nuovo sistema anche con metodi criminali solitamente non violenti nei rapporti con la pubblica amministrazione perché in quel contesto bastava corrompere”.

La sentenza

Alla fine la sentenza Cassazione ha confermato la prima sentenza affermando che il “Mondo di mezzo” non è mafia. La VI sezione penale della Cassazione ha riconosciuto solo la presenza di due associazioni distinte a carattere delinquenziale. Ma ha stabilito che non si è trattato di “mafia“.

Matteo Salvini

Non si è fatto attendere il commento di Matteo Salvini. “La Cassazione dice che Mondo di Mezzo non è mafia? Quindi cosa era un’associazione di volontariato?“. Più pacata la Sindaca Virginia Raggi: “Oggi si chiude una vicenda che ha ferito la nostra città. Siamo qui a testa alta per tutti i cittadini onesti che insieme a noi combattono per la legalità e contro il malaffare”.

Redazione CiSiamo
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