Palazzo occupato: il proprietario non c’è mai entrato ma deve pagare l’Imu

Un imprenditore a capo della società immobiliare Loanka srl ha comprato all'asta il palazzo occupato di via Calpurnio Bibulo. Non ci è mai entrato ma deve pagare l'Imu.

Palazzo occupato a Roma, arrivano le Sardine
Palazzo occupato a Roma, arrivano le Sardine

Un imprenditore a capo della società immobiliare Loanka srl ha comprato all’asta il palazzo occupato di via Calpurnio Bibulo. Per l’acquisto ha sborsato 13 milioni di euro. A oggi però in quel palazzo non ci è mai entrato. Gli inquilini abusivi non glielo hanno permesso, nonostante le denunce. Adesso, per l’imprenditore arriva un ulteriore beffa. Il Comune di Roma, infatti, prendente da lui il pagamento dell’Imu.

Palazzo occupato a Roma, il proprietario deve pagare l’Imu

Qualche ora dopo l’acquisizione siamo stati ricevuti dall’allora assessore alle politiche abitative del Comune di Roma Andrea Mazzillo – si è lamentato all’Adnkronos Oscar Pittini -. In occasione di quell’incontro, il 25 maggio 2017, è emerso l’interesse da parte del Campidoglio ad acquisire l’immobile”. Questo “per evitare problematiche di ordine pubblico e trasferire la proprietà degli appartamenti alle famiglie con i requisiti reddituali per ottenere la casa popolare. L’immobile risultava, come è tuttora, occupato da soggetti che non hanno alcun titolo, chi è entrato con la forza negli appartamenti per occuparli e chi, essendo titolare di un contratto di locazione cessato per mancato pagamento dei canoni, ha continuato ad abitare gli immobili nonostante le sentenze di sfratto già notificate”.

La nostra intenzione era quella di vendere al Comune di Roma gli appartamenti che sarebbero stati destinati alle famiglie meno abbienti e agli attuali occupanti i pochi e residui appartamenti che il Comune non avrebbe acquisito – ha continuato – . A seguito, però, delle dimissioni di Mazzillo nell’agosto 2017, il Campidoglio ha chiuso ogni dialogo con noi. Anzi ha fatto pervenire una comunicazione con la quale insiste per il pagamento dell’Imu“.

Ci troviamo così – insisete Pittini – ad essere proprietari di un immobile abusivamente occupato dal quale non potremo trarre alcuna utilità. Visto che tutti gli inquilini, fomentati da gruppi politici organizzati a resistere nell’occupazione ad oltranza contro tutto e tutti, si rifiutano di acquistare o liberare gli appartamenti. Quando abbiamo tentato di entrare nella palazzina per un sopralluogo, siamo stati minacciati di morte e costretti ad allontanarci in fretta. Ho un debito con la banca, il palazzo si sta rovinando pesantemente e ci viene chiesto perfino di pagare l’Imu perché nessuno autorizza lo sgombero”.

Andrea Mazzillo

Andrea Mazzillo, sempre all’Adnkronos, era all’epoca dei fatti l’assessore alle Politiche abitative del Comune di Roma. “Prima che l’immobile venisse effettivamente acquistato dal privato – racconta -, scrissi una nota personale al Tribunale per sospendere la procedura dell’asta ma non ho avuto risposta. Avevo, come Amministrazione, la possibilità di acquisire l’immobile a patrimonio, forte anche del sostegno del presidente del Municipio Monica Lozzi. Nonostante questo, alla luce del fatto che la procedura dell’asta è stabilita per legge e già era stata depositata l’offerta da parte del privato, l’immobile è stato venduto. Chiaro che, avessimo come Comune potuto comprare il palazzo prima che passasse nelle mani di soggetti terzi, le condizioni di acquisto per noi sarebbero state sicuramente più vantaggiose”.

Ma, a cose fatte – continua – si sono presentati da noi i privati e mi sono trovato con le mani legate. Avevo fatto approvare ben prima di tutto questo due delibere con le quali avevo sia gli strumenti che le risorse per scongiurare la vendita di quel palazzo e disordini legati al successivo sgombero. C’era la copertura finanziaria, grazie ai fondi della Regione Lazio tuttavia mai utilizzati. Anche lo sgombero di via Curtatone, grazie a quelle due delibere, non sarebbe dovuto avvenire. Ma non si capisce perché le cose siano andate in questo modo”.

Sindacato associazione inquilini e abitanti

Noi, come Asia, abbiamo iniziato una trattativa con Comune e Regione appena eletta la Giunta Raggi – spiegano dal sindacato ‘associazioni inquilini e abitantiquando è andato all’asta il patrimonio. La proposta era che Comune e Regione partecipassero all’asta e manifestassero l’intenzione di comprare. C’era un’offerta di 13 milioni. Ma l’asta era andata deserta, noi abbiamo incontrato l’allora assessore Mazzillo perché si sarebbe potuto acquistare con un ulteriore ribasso del 20%. La solita talpa, però, ha avvertito la società che ha poi comprato, proponendo fuori asta l’acquisizione a 13 milioni di euro”.

Il Comune ha proposto comunque di partecipare manifestando interesse pubblico. Il dirigente capitolino dell’epoca però non ha firmato la proposta. I privati hanno acquistato a rialzo fuori asta proprio quando il curatore fallimentare era stato contattato finalmente sia da Comune che da Regione, salvo poi offrire le case al Comune dopo qualche ora. Per questo abbiamo denunciato alla Procura i proprietari per turbativa d’asta”.

Noi non ce ne andiamo – dice invece Anubi D’Avossa, che abita nel palazzo occupato – rivendichiamo l’acquisizione pubblica dell’immobile in edilizia agevolata. Siamo 46 nuclei familiari che vivono qui dal 1968, paghiamo le bollette, l’acqua e la luce degli ascensori e degli spazi comuni. Non l’affitto, ma diamo rimborsi a chi fa portierato, pulizia scali, manutenzione e altro. Paghiamo addirittura l’acqua dei locali commerciali al piano terra. Quanto alla proprietà qui non si è mai vista; solo nel 2018 due diverse società di gestione di prodotti finanziari deteriorati spiegandoci che erano stati interessati dalla proprietà ad una eventuale gestione. Il finanziamento del mutuo fatto dalla proprietà risulta da tre mesi dopo il rogito essere stato considerato dalla banca come un credito deteriorato, quindi non esigibile”.

Redazione CiSiamo
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