La sinistra in piazza contro Erdogan, ma a milano arriva la moschea “turca”

La Sinistra è scesa in piazza per protestare contro Erdogan e l'invasione turca del nord della Siria. Contemporaneamente, a Milano, si dava il via libera a una moschea.

Nuova moschea a Milano
Nuova moschea a Milano

La Sinistra, e non solo la sinistra in realtà, è scesa in piazza per protestare contro Erdogan e l’invasione turca del nord della Siria. Solo due giorni fa, in via Canova, erano 68 le sigle che hanno manifestato contro la guerra in Kurdistan. La protesta ha anche raggiunto il consolato turco, per manifestare contro Erdogan e contro il suo “ricatto meschino”. Qui il riferimento era alle parole del Presidente turco all’inizio dell’invasione, quando si era rivolto all’Europa dicendo di non interferire, “altrimenti invieremo 3 milioni e mezzo di profughi”.

A milano arriva la moschea “turca”

Negli stessi giorni, però, Il Giornale ha fatto notare che nel Consiglio del Comune si dava il via libera al piano delle attrezzature religiose che ufficializza il centro di Milli Gorus in via Maderna. In pratica facendola diventare una delle moschee ufficiali di Milano.

Quella di Milli Gorus rappresenta una realtà controversa. E’ presente in vari paesi europei – soprattutto in Germania – e pratica un’ideologia che è un po’ islam politico e un po’ nazionalistico. Sempre come riporta Il Giornale, Milli Gorus è stata fondata da Necmettin Erbakan, teorico dell’islam politico, primo ministro negli anni Novanta e “maestro” proprio di Erdogan.

Abbiamo depositato – ha commentato il consigliere di Milano popolare Matteo Forte – una mozione contro l’invasione del Kurdistan siriano”. Lo abbiamo fatto “lo stesso giorno in cui abbiamo votato tra le nuove strutture religiose quella gestita da Milli Gorus. Una realtà in cui nazionalismo turco e fondamentalismo islamico sono profondamente legati. Ci si aspetterebbe come minimo un atteggiamento coerente da chi purtroppo legittima sigle che considerano resistenti patrioti i miliziani di Jabat al-Nusra – la sigla jihadista che ha da poco rivendicato l’uccisione dell’attivista curda Hevrin Khalaf“.

Redazione CiSiamo
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