Molestie nel ciclismo, il racconto choc di Maila Andreotti

La campionessa friulana racconta è stata sentita anche dalla Procura della Federazione che indaga su alcuni episodi nel mondo del ciclismo

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Maila Andreotti racconta delle molestie nel ciclismo (Foto: Facebook)

È esploso il caso delle molestie nel mondo del ciclismo dopo il racconto di Maila Andreotti, l’atleta friulana al centro delle inchieste portate avanti dalla Procura della Federazione. In un’intervista a Il Corriere della Sera, Andreotti ha rivelato alcuni dettagli degli episodi avvenuti nel corso della sua carriera.

Molestie nel ciclismo: il racconto di Maila Andreotti

Maggio 2012, avevo 16 anni. Ai pre campionati europei juniores e under 23 in Portogallo c’erano nuovi tecnici e massaggiatori. Ebbi la sensazione che Dino Salvoldi trattasse le ragazze in modo diverso. Con me era professionale, con qualcuna molto più aperto“. Inizia così il racconto di Maila Andreotti sulle molestie subite dalle donne nel mondo del ciclismo femminile.

Un ambiente che solo di recente è finito sotto la lente di ingrandimento della Procura della Federciclo, che sta indagando su alcuni episodi collegati a Edoardo Salvoldi, il commissario tecnico della nazionale italiana. L’inchiesta su di lui è partita da alcuni episodi che la stessa atleta ha raccontato su di lui: “Diceva: “Lascia la porta della camera aperta”. E lui entrava in qualsiasi momento, che tu fossi vestita o no“. Un atteggiamento che avrebbe portato diverse atlete a lamentarsi tra di loro, riferisce la campionessa: “Ma nessuna ha voluto dirlo all’esterno“.

Le indagini però, per Maila Andreotti dovrebbero andare oltre, e valutare anche le relazioni pubbliche che il commissario ha avuto con alcune ragazze: “Io fisicamente da Salvoldi non sono mai stata molestata. Le ragazze che hanno avuto rapporti con lui erano tutte consenzienti. Io sollevo la questione psicologica, non fisica. Certe cose non vanno bene a priori“. E spiega: “Chiunque può innamorarsi, non è questo il problema. Lo diventa quando cominci a favorire chi è legata a te. Nel caso di una di loro, che non mi riguardava perché facevamo specialità diverse, ricordo ragazze che piangevano perché venivano lasciate da parte per una che non era la più forte. Tante hanno smesso per questo“.

Molestie nel ciclismo: l’episodio del massaggiatore

Affrontando di petto il tema delle molestie nel ciclismo, Maila Andreotti continua il racconto e parla di una molestia che avrebbe subito da un massaggiatore quando era una ragazzina. “Il marcio l’ho visto la prima volta che ho incontrato un certo massaggiatore. Mi faceva domande strane, faceva battute un po’ spinte, entrava nella mia camera senza bussare e mi diceva “spogliati” prima dei massaggi“. Alle sue richieste, Andreotti dice di essere rimasta “in maglia e slip“, ma di essersi sentita a disagio per tutto il tempo. “Un massaggiatore normalmente entra, ti mette un asciugamano addosso e ti massaggia. Lui stava a guardarmi mentre mi spogliavo“. E secondo l’atleta non si trattava solo di scarsa professionalità: “L’ho capito quando mi ha massaggiato solo il sedere. Mi sono lamentata con il mio allenatore dicendo che volevo l’altro massaggiatore“.

E conclude il racconto con una rivelazione: “Finita la trasferta in Portogallo, mi è stato fatto sapere che avrei dovuto farmi andare bene anche le cose che non andavano. Sono stata lasciata a casa dalla nazionale per due anni“.

Redazione CiSiamo
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