Ergastolo ostativo, Strasburgo boccia ricorso Italia: “A rischio il 41 bis”

Strasburgo ha bocciato il ricorso presentato dall'Italia contro la sentenza del 13 giugno 2019 sul cosiddetto ergastolo ostativo.

Strasburgo ha bocciato il ricorso presentato dall’Italia contro la sentenza del 13 giugno 2019 sul cosiddetto ergastolo ostativo. Questo tipo di ergastolo non prevede benefici né sconti di pena ed è applicato in Italia per reati gravissimi come l’associazione mafiosa o il terrorismo. I giudici di Strasburgo hanno comunicato la decisione oggi, martedì 8 ottobre. La sentenza riguardava il caso di Marcello Viola. E’ stato stabilito che la condanna al carcere a vita “irriducibile” inflitta al ricorrente viola l’articolo 3 della Convenzione Europea sui Diritti umani.

Ergastolo ostativo

Marcello Viola è nato nel 1959 e fino allo scorso giugno era detenuto nel carcere di Sulmona, nell’Aquilano. Qui era chiamato a scontare condanne per reati tra i quali associazione mafiosa, omicidio, sequestro di persona e detenzione illegale di armi da fuoco. Tra il 2000 e il 2006 è stato sottoposto al regime carcerario speciale 41 bis.

Per il detenuto, però, il regime carcerario cui è sottoposto è “incompatibile” con l’obiettivo della riabilitazione e della reintegrazione sociale. Il ricorso alla Corte è stato depositato il 12 dicembre 2016.

“A rischio il 41 bis”

Sulla questione, come riporta l’Adnkronos, è intervenuto il Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra: “Ora è a rischio il 41 bis, il regime che controlla rigorosamente ogni forma di comunicazione. Nel 41bis non si può, né si deve comunicare perché, non avendo dato un segnale di ravvedimento, il detenuto è considerato ancora parte dell’associazione mafiosa”.

E ancora: “Cari giudici e giuristi di tutta Europa e del mondo, se voi sapeste che cosa significa la lotta alla mafia forse uno scrupolo in più prima di emettere sentenze di tal fatto lo avreste, ma evidentemente ancora bisogna capire. Oggi siamo stati sconfitti su un fronte importantissimo, cercheremo di capire in tutte le sedi opportune e legittimate giuridicamente come evitare effetti peggiori di questo rigetto operato dalla Cedu. Qui si è offesa la memoria di uomini come Falcone, Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa. La notizia intristisce tutti coloro che ritengono che le mafie devono essere combattute con la massima fermezza e determinazione”. Secondo Morra “l’azione di contrasto alle mafie deve essere il primo obiettivo di qualsiasi seria azione di governo”.

Redazione CiSiamo
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