Agenti uccisi a Trieste: “Speculazioni sulle fondine odiose”

Il Dipartimento di pubblica sicurezza interviene sulla polemica scatenatasi di sul tema dell'equipaggiamento degli agenti uccisi a Trieste

Sparatoria a Trieste, gli agenti morti
Sparatoria a Trieste, gli agenti morti

Sulla polemica riguardante le fondine degli agenti uccisi a Trieste, interviene a questo punto il Dipartimento di Pubblica Sicurezza. E usa parole dure per condannare la polemica nata in merito all’equipaggiamento degli agenti.

La nota sugli agenti uccisi a Trieste

In un giorno così drammatico ci si sarebbe aspettati, almeno da chi veste la stessa divisa, un rispettoso cordoglio per le vittime e le loro famiglie“, scrive il Dipartimento di pubblica sicurezza in una nota. “In relazione alle odiose speculazioni, generate ieri da un rappresentante del Sap, nel tentativo di correlare la tragica morte di Matteo e Pierluigi all’inadeguatezza dell’equipaggiamento in dotazione, il Dipartimento della pubblica sicurezza dichiara che, allo stato attuale degli accertamenti, in assenza di testimoni e documenti video, è priva di fondamento ogni arbitraria ricostruzione della dinamica che ha portato alla sottrazione dell’arma del collega ucciso per primo”.

In particolare, “Sconcerta, a poche ore dall’evento, la sicumera con cui si traggono frettolose conclusioni sulla inequivocabile riferibilità dell’accaduto alla presunta inadeguatezza della fondina“. “Sconvolge che alcuni, al fine di ottenere visibilità, speculino sulla morte dei colleghi caduti in servizio, profanando il dolore dei loro cari e della intera comunità”, prosegue a nota. “Se, in seguito, si accerteranno responsabilità di qualsiasi natura se ne chiederà conto, senza se e senza ma, anche per onorare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per il bene comune“, conclude.

Redazione CiSiamo
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