Migranti, firmato il decreto sui rimpatri in 4 mesi

Luigi Di Maio torna a parlare della questione migranti, specificando che la soluzione non è accogliere tutti ma capire chi può rimanere in tempi brevi

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Luigi Di Maio, ospite di Dritto e Rovescio su Rete4 torna a parlare di migranti, dei quali dice: “Per me la soluzione non è accogliamo tutti“.

Per me la soluzione, per i richiedenti asilo è che non possiamo aspettare 2 anni per capire se uno può stare qui o no, ha detto il Ministro degli Esteri. “Domani mattina firmo un decreto che ci permetterà in 4 mesi e non più in 2 anni, di capire se possono stare qui e possono essere rimpatriati”, ha aggiunto.

Infatti, ha sottolineato poi, “sui rimpatri siamo fermi all’anno zero“. “Domattina iniziamo con la firma di questo decreto e il messaggio che mandiamo è questo: è inutile che venite, se non avete i requisiti per la domanda di asilo” perché altrimenti scattano i rimpatri.
Si tratta di un decreto sui migranti che “nasce di concerto con il premier, con il ministro dell’Interno, è un lavoro di squadra”. Del resto, ha chiarito, “fa parte del programma di governo”, ha detto ancora Di Maio.

Il decreto sui rimpatri dei migranti

Il decreto firmato da Luigi Di Maio permetterà rimpatri di migranti in 4 mesi. Sono 13 i Paesi per i quali si accorciano le procedure. Si tratta di Albania, Algeria, Bosnia Erzegovina, Capoverde, Kosovo, Ghana, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Senegal, Serbia, Tunisia e Ucraina. Il Ministro Alfonso Bonafede ha assicurato che “con questo decreto, che prevede un elenco di paesi sicuri per i rimpatri, si dimezzano i i tempi per l’esame delle domande di protezione internazionale nei tribunali”. Infatti, su un totale di 7.087 arrivi in Italia al 27 settembre 2019, “oltre un terzo appartengono come nazionalità ad uno di questi Paesi”, ha chiarito Di Maio. Secondo il quale “per molte di queste persone dobbiamo attendere due anni e questo ha bloccato i meccanismi di rimpatrio”.

Di maio ha poiparlato del Decreto Sicurezza, specificando che “non c’è nessuna volontà di metterlo in contrapposizione ad altri provvedimenti”. “Nella prossima legge di bilancio vogliamo potenziare il fondo rimpatri” che serve a “stimolare gli accordi internazionali nell’ambito della cooperazione allo sviluppo”, ha dichiarato ancora Di Maio.


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