Caso Cucchi, il pm: “È un processo a 5 traditori, non all’Arma”

Caso Cucchi, il pm Giovanni Musarò ha dichiarato che "questo non è un processo all'Arma dei Carabinieri ma contro 5 traditori".

Stefano Cucchi, arriva la sentenza
Stefano Cucchi, arriva la sentenza

Caso Cucchi, il pm Giovanni Musarò ha dichiarato che “questo non è un processo all’Arma dei Carabinieri ma contro 5 traditori“. Con queste parole il pm ha voluto rispondere alla Difesa di Roberto Mandolini. Stefano Cucchi, era stato arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga. Solo una settimana dopo era deceduto all’ospedale Sandro Pertini di Roma. La richiesta del pm per i militari che hanno partecipato al pestaggio è stata di 18 anni.

Caso Cucchi; pm: “Processo a 5 traditori”

“Questo è un processo contro cinque esponenti dell’Arma dei Carabinieri i quali nel 2009, come altri esponenti dell’Arma, oggi imputati in altro procedimento penale che violarono il giuramento di fedeltà alle leggi e alla Costituzione, tradendo innanzitutto l’Istituzione di cui facevano e fanno parteha dichiarato il pm.

Poi prosegue: “E la migliore riprova di tale assunto è rappresentata dal fatto che l’acquisizione di alcuni elementi decisivi, sia ai fini di questo processo sia ai fini di quello sui depistaggi del 2015, è stata possibile grazie alla leale collaborazione offerta nel 2018 e nel 2019 proprio dall’Arma dei Carabinieri. In particolare dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma, dal Reparto Operativo e dal Nucleo Investigativo, i cui componenti hanno profuso impegno e intelligenza ai fini della esatta ricostruzione dei fatti. Ci si riferisce in particolare al rinvenimento di documenti che sono risultati di fondamentale rilevanza”.

Per sgombrare definitivamente il campo da strumentali insinuazioni – continua Musarò nella requisitoria -, non si può sottacere che straordinaria importanza, anche dal punto di vista simbolico, ha assunto la costituzione di parte civile del Comando Generale dei Carabinieri nel cosiddetto processo dei depistaggi”.

“I depistaggi hanno toccato picchi da film dell’orrore”

“Nella vicenda Cucchi – prosegue il pm – i depistaggi hanno toccato picchi da film dell’orrore. La responsabilità è stata scientificamente indirizzata verso tre agenti della Polizia Penitenziaria. Ma il depistaggio ha riguardato anche un ministro della Repubblica che è andato in Senato e ha dichiarato il falso davanti a tutto il Paese”.

E’ impossibile – continua Musarò – dire che non ci sia un nesso di causalità tra il pestaggio e la morte” di Stefano. “I periti parlano di multifattorialità a produrre la morte di Cucchi. Ma tutti i fattori hanno un unico denominatore sono connessi al pestaggio, sono connessi al trauma subito da Cucchi”.

Redazione CiSiamo
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