Fine vita: “Stop a cure anche senza testamento biologico”

Torna a far discutere il fine vita, dopo la decisione di un giudice che ha stabilito la legittimità dello stop alle cure anche senza testamento biologico

Fine Vita (Ph. by Matheus Ferrero on Unsplash)
Fine Vita (Ph. by Matheus Ferrero on Unsplash)

Il fine vita torna a far discutere. In particolare, con la decisione del Giudice tutelare del Tribunale di Roma su un caso che riguarda una donna in stato vegetativo dal 2017 e il suo compagno e amministratore di sostegno.

La decisione sul fine vita

Il giudice infatti ha stabilito che“un amministratore di sostegno, accertata la volontà della persona amministrata (anche in via presuntiva, alla luce di dichiarazioni rese in passato) è pienamente abilitato a chiedere l’interruzione delle cure anche in assenza di testamento biologico. L’intervento del giudice tutelare sarà necessario solo nel caso in cui i medici si opponessero alla decisione.

Il caso

Nel caso in questione, la paziente dichiarava che se fosse accaduto a lei, mai avrebbe voluto proseguire in stato vegetativo. E di questo sono stati testimoni familiari e amici, tra cui suo compagno, la mamma, la figlia, le sorelle, il fratello e l’ex marito. Tutti coloro che facevano parte della sua sfera più intima erano a conoscenza della sua volontà, ma anche gli amici. E sono tutti testimoni di quanto ora la donna in stato vegetativo non può più esprimere. Così, l’amministratore di sostegno ha presentato un ricorso al giudice tutelare per chiedere che sia provata e certa la volontà della paziente. In questo modo, il compagno chiedeva di poter procedere previo percorso di cure palliative e sedazione profonda al distacco dai trattamenti, ai sensi della legge 219/17.

Il commento dei legali

Con questa importante pronuncia il Tribunale mette in primo piano la volontà della persona, evitando che, come nel caso Englaro, per anni si sia costretti a combattere nei Tribunali per vederla riconosciuta”, commentano i legali dell’Associazione Luca Coscioni, che hanno seguito il caso. “Il giudice tutelare ha confermato la portata della legge 219/17 sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento (Dat)”. Ovvero, “la volontà della persona malata, non più capace di esprimersi, è stata conosciuta e ricostruita, perché espressa in precedenza anche in assenza di testamento biologico”, hanno concluso poi.

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.