Crollo Vigna Jacobini, assolto l’ex amministratore della tipografia

Dopo ventuno anni dal crollo avvenuto in via Vigna Jacobini a Roma arriva la sentenza sull'unico imputato per la tragedia avvenuta nel 1998.

Crollo in via Vigna Jacobini a Roma
Crollo in via Vigna Jacobini a Roma (foto Youtube)

Il 16 dicembre 1998 vi fu il crollo di un palazzo sito in via Vigna Jacobini. In quella circostanza morirono ventisette persone tra cui sei bambini. La sentenza, durante l’Appello ter, è giunta a distanza di ben 21 anni. Quel giorno cedette lo stabile di cinque piani situato nel quartiere Portuense.

Crollo in via Vigna Jacobini, il processo

L’unico imputato, Mario Capobianchi, fu all’epoca l’amministratore della tipografia situata al piano terra del palazzo. I giudizi lo hanno assolto in secondo grado dalle accuse di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Il Tribunale lo condannò nel 2002 a due anni e otto mesi: stessa sorte toccò all’altro amministratore Vincenzo Modanò che nel frattempo passò a miglior vita. Nel 2012 il nuovo giudizio di secondo grado con l’assoluzione di Capobianchi perché il fatto non costituì reato, nuovamente annullato con il rinvio attuato dalla Cassazione.

Le parole del legale di Capobianchi

«Resta l’amarezza perché il mio assistito per venti anni si è portato addosso il peso di una tragedia di così vaste proporzioni e solo ora ha ottenuto giustizia – ha commentato l’avvocato Alberto Misiani, difensore di Capobianchi -. La tipografia non ha avuto alcun ruolo nel crollo del palazzo. Esso era stato costruito con materiali di scarsa qualità e per carenze progettuali. Lo stabile sarebbe venuto giù in ogni caso».

Redazione CiSiamo
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